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Da Bisanzio a Grottaferrata: la Madonna Odigitria di San Nilo

L’icona della Madonna Odigitria custodita nel Monastero Esarchico di Santa Maria di Grottaferrata (o anche Abbazia Greca di San Nilo) racconta una storia antica ancora in parte da svelare.

Infatti, poco sappiamo sulla sua origine ma diversi indizi permettono di datarla ad un’epoca antica.

San Nilo e il Monastero di Grottaferrata

In primis il fatto che il monastero, sorto nel 1004, fosse fin da allora noto come “Monastero di S. Maria Vergine situato nel luogo di Grottaferrata” lascia pensare che proprio intorno all’icona sia sorto il monastero.

Poi la provenienza dei monaci che diedero vita a quel cenobio guidati da San Nilo (Rossano 910 – Tuscolo 1004) e dal suo discepolo San Bartolomeo (Rossano 981 – Grottaferrata 1055). Infatti icona madonna odigitria abbazia san nilo grottaferrataessi erano tutti di origine calabrese e questa regione fu sotto il dominio di Bisanzio dal VI secolo d.C. fino all’XI. I bizantini vi fondarono diocesi di rito greco (tra cui quella di Rossano da dove proveniva la maggioranza dei monaci fondatori dell’abbazia di Grottaferrata) le quali erano sottoposte al patriarcato di Costantinopoli.

Peraltro, la famiglia di San Bartolomeo era originaria di Costantinopoli e la biografia di San Nilo mette in luce rapporti con personaggi di spicco della corte bizantina. Infine, tra i monasteri di Costantinopoli, della Grecia e dell’Italia Meridionale esistevano rapporti intensi.

Dunque, esiste la concreta possibilità che la Madonna Odigitria di Grottaferrata rappresenti una copia dell’originale giunta come dono alla comunità monastica di San Nilo o al santo stesso. Ciò la renderebbe proveniente da Costantinopoli e databile anteriormente all’anno Mille.

La Madonna Odigitria

Odigitria significa in greco bizantino “colei che conduce”, cioè che mostra la direzione. La Madonna Odigitria è infatti rappresentata nell’atto di indicare con la mano sinistra il Bambino Gesù che tiene in braccio e che a sua volta ha nella mano sinistra una pergamena arrotolata mentre benedice con la mano destra.

La storia vuole che l’icona della Madonna Odigitria – una delle più venerate a Costantinopoli fina dal V secolo – fosse una delle icone dipinte da San Luca evangelista e portate dalla moglie dell’imperatore Teodosio II Aelia Eudocia a Bisanzio dalla Terra Santa.

Per custodire l’icona venne costruita la basilica omonima ma l’icona originale andò perduta o distrutta nel 1453 quando Bisanzio venne presa dalle truppe di Maometto II.

Dunque, l’icona della Madonna Odigitria rappresenta una testimonianza particolarmente significativa dell’arte sacra antica bizantina e fu di ispirazione poi per innumerevoli rappresentazioni successive fino al XII secolo.

L’icona dell’Abbazia Greca di San Nilo

abbazia san nilo grottaferrata icona madonna bizantinaLa descrizione dell’icona della Madonna Odigitria del Monastero Esarchico di Santa Maria di Grottaferrata presente nel sito del monastero stesso www.abbaziagreca.it e da lì la riprendiamo:

“La Theotòkos che troneggia al centro della Basilica di Grottaferrata è un’icona bizantina dipinta a tempera su tavola. Essa presenta le caratteristiche proprie dell’Odighìtria. E’ raffigurata a mezzo busto, leggermente piegata verso il Bambino, avvolta da un mantello (mafòrion) di porpora scura, color “ciliegia matura” con lievi lumeggiature color amaranto.

Sul capo e sulle spalle tre stelline d’oro che simboleggiano la verginità di Maria, prima, durante e dopo il parto. Della tunica verde cupo si vede solo la manica del braccio sinistro con due galloni dorati. Indica con la mano il Figlio. Questo gesto esprime il senso del titolo: è colei che “guida” gli uomini verso la “via”, verso Cristo.

Il fondo è tutto d’oro. E’ lo sfondo abituale delle icone e dei mosaici bizantini, valore assoluto senza cromatismi, simbolo dell’eternità perché incorruttibile.

Il Bambino veste una tunica verde scuro e un mantello rosso porpora, simbolo della divinità, ambedue intessuti di tratteggi a fili d’oro. Questo splendore di porpora e oro, sbalzante dal colore scuro della veste di Maria, evidenzia che il centro dell’icona è il Bambino, che è il Verbo incarnato. Sul suo volto, secondo i canoni iconografici bizantini, vi sono fusi elementi fisiologici infantili e virili, per dimostrare la sua completezza di uomo perfetto. Indossa la tunica e il mantello dei grandi personaggi, tiene in mano il rotolo della legge, distintivo dei giudici e dei maestri. Egli, infatti, è il maestro divino, il giudice giusto, il tutto santo, come indica l’aureola intorno al capo e la mano benedicente”.

Per approfondire la storia della Madonna Odigitria di Grottaferrata consigliamo la lettura di “Vita della Theotocos di Grottaferrata” di Padre Romano Giannini estratto da “Bollettino della Badia Greca di Grottaferrata” Vol. XLII – 1988 – Gennaio-Giugno.

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ stato membro dell'esecutivo di ANISAP Lazio e consigliere d’amministrazione di reti e raggruppamenti d’imprese. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.

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