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Cripta del Duomo di Siena: trionfo d’affreschi

La cripta del Duomo di Siena racchiude quello che per la storia dell’arte può certamente definirsi un tesoro. Ovvero un ciclo di affreschi sufficientemente integri ascrivibile alla generazione di artisti senesi precedente a Duccio di Buonisegna. Dunque anche al fiorentino Giotto.

La posizione della cripta

In realtà non stiamo parlando di una cripta in senso stretto. Il Duomo di Siena ha una configurazione architettonica complessa con il battistero posto come un contrafforte alle spalle dell’abside. cripta duomo siena affreschiTra abside e battistero, ad un’altezza sottostante il coro del duomo, si trova la cd. cripta. Suggestiva è, tra l’altro, la vista della parte posteriore della cupola dell’abside del battistero lungo una parete.

Originariamente, questi spazi fungevano da atrio per l’accoglienza dei visitatori prima di far ingresso nel duomo. Nel 1317, i lavori di allargamento dell’edificio portarono alla chiusura della cripta ed alla riduzione di circa due metri della sua altezza originale. I locali, probabilmente per motivi di statica dell’intero complesso, furono riempiti con detriti. Solo nel 1999 la cripta venne nuovamente alla luce rivelando i suoi affreschi in grande stato di conservazione.

Gli affreschi della cripta del duomo di Siena

affreschi cripta duomo sienaSono i colori che per primi vi colpiranno. Colori intensi, splendenti, gli ori delle aureole abbaglianti, i blu delle tuniche intensi. C’è la forza delle antiche cromie romane ma anche bizantine. Ma, soprattutto, ci sono i sentimenti dipinti nei volti e nelle movenze, la partecipazione gioiosa o dolorosa agli eventi.

Gli affreschi narrano episodi dell’Antico e del Nuovo Testamento. I primi erano posti in una fascia sopra i secondi e dunque hanno più sofferto della riduzione dell’altezza degli ambienti. Sono però assai numerosi gli affreschi ancora integri. Spicca lo straordinario “ciclo” della Passione di Cristo composto dalle scene della Crocifissione, Deposizione e Sepoltura. La porzione superiore della Croce è andata perduta, ma la forza è intatta.

Ma ogni scena è un capolavoro: basti ammirare la cattura di Cristo, quasi completa, la Visitazione o la Fuga in Egitto. Di straordinaria veridicità la Strage degli Innocenti.

I maestri della Cripta

Gli storici dell’arte sono unanimi nel datare gli affreschi all’ultimo quarto del XIII secolo. Ciò per vari motivi, tra i quali la somiglianza della Crocifissione con quella rappresentata dal Nicola affreschi cripta duomo sienaPisano nel pulpito del duomo (1268) che per i materiali.

Si tratterebbe della generazione di maestri precedente a quella di Duccio di Buonisegna (1255-1318) e le cui opere sono ben rappresentate nella Pinacoteca di Siena. Sono i nomi di Guido da Siena, Dietisalvi di Speme, Guido di Graziano e Rinaldo da Siena. Ovviamente, nulla vieta che al cantiere partecipasse anche un giovane Duccio che certamente da quei maestri imparò.

Ecco perché la visita alla cripta è un must se siete a Siena. Per l’atmosfera concentrata e commovente, per la storia avventurosa del luogo ma, soprattutto, perché di fronte agli occhi si distende un passaggio quantomai significativo nella nostra storia dell’arte.

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Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ stato membro dell'esecutivo di ANISAP Lazio e consigliere d’amministrazione di reti e raggruppamenti d’imprese. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.

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