Oggi al Museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia a Bacoli, questo grande pavimento a mosaico con immagini di lottatori (m. 6.90×3.80) ornava una sala con le parteti in marmo cipollino a Pozzuoli, l’antica Puteoli.
Databile in epoca imperiale, tra il I ed il III secoli d.C., il mosaico racconta una competizione di lotta. E’ delimitato da una linea nera (interrotta nel lato di ingresso alla sala) e da una balza bianca esterna.
Il Mosaico dei Lottatori di Pozzuoli: la scena
La scena rappresenta due coppie di lottatori ed il loro trofeo al centro. Il fondo è realizzato con tessere di pietra calcarea bianca di grandi dimensioni mentre le tessere sono di pietra lavica nera.
Al di sopra delle teste dei lottatori sono riportati i loro nomi. Nella coppia di sinistra ci resta solo il nome di Elix con accanto un ramoscello di ulivo simbolo di vittoria. Nella coppia di destra troviamo i nomi di Magira ed Alexander. In ambedue i casi i lottatori sono ritratti in pose dinamiche fortemente stilizzate dove le tessere bianche esaltano i contorni delle muscolature.
Al centro troviamo invece l’informazione che ci consente di collocare esattamente l’occasione. Infatti, l’iscrizione in alto “ISEO EUSEBIA” rimanda ai giochi Eusebici che si tenevano ogni cinque anni nel Santuario di Iside. Più precisamente, questi giochi venivano svolti nello stadio di Pozzuoli costruito dall’imperatore Antonino Pio (Lanuvio 86 – Roma 161 d.C.) in onore del padre adottivo Adriano sui resti della villa di Cicerone.
Al di sotto dell’iscrizione troviamo un pilastro sulla cui sommità è posta la borsa con il premio in denaro. La scritta CL al di sopra di essa ci permette di capire come essa contenesse 150 denari. Davanti al pilastro un grande ramo di palma simbolo di vittoria. A sinistra del pilastro un vaso con due rami di papiro: potrebbe contenere olio o sabbia con la quale si cospargevano i lottatori.
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