L’Accademia di Francia a Roma ospita a Villa Medici fino all’1 settembre 2013 la mostra personale di Victor Man dal titolo In un altro aprile.
La mostra presenta una serie di opere pittoriche realizzate negli anni più recenti e alcune inedite create proprio a Villa Medici, dove l’artista ha lavorato durante una residenza di due mesi.
Victor Man In un altro aprile
Le installazioni realizzate dall’artista consistono sempre di opere singole in dialogo reciproco: insieme esse accennano alla possibilità di molteplici narrazioni pur non stabilendo significati e percorsi univoci.

Se all’inizio della sua carriera la pittura di Victor Man era sviluppata a partire dall’elaborazione di immagini fotografiche – dalle quali era rimosso il contenuto informativo e narrativo – negli anni più recenti l’artista si è concentrato sull’invenzione e lo sviluppo di un’iconografia autonoma, all’interno della quale frequenti rimandi letterari si fondono con la sua stessa biografia. Letteratura e storia dell’arte, memoria collettiva e vissuto personale sono gli elementi con i quali l’artista tesse un racconto non-lineare, all’interno del quale le distinzioni tra presente e passato, finzione, immaginazione e realtà sono abolite.
Questa sovrapposizione di riferimenti percorre tutte le opere presenti in mostra: un tema ricorrente è quello della fusione dei generi sessuali, dell’androginia o, più in generale, dell’incertezza delle fisionomie e delle sembianze. Questo tema rafforza l’immagine di un’identità in perpetuo movimento e suggerisce quanto ricca e misteriosa sia l’essenza delle cose al di là della loro apparenza.
L’incertezza e l’oscillazione tra femminile e maschile trovano un’eco in altre forme di transizione: tra umano e animale, tra organico e artificiale, tra volto e maschera. Anche i gesti che compaiono nelle opere di Victor Man suggeriscono la compresenza di violenza e di tenerezza, di piacere e di dolore, di tentazione e di redenzione: essi rafforzano l’ambiguità di una narrazione appena accennata e alludono alle dicotomie cui è sottoposta la natura umana, rappresentata come un Sisifo intrappolato in una condizione di eterna ambivalenza.
In modo analogo sono stabilite forme di coesistenza tra le immagini della storia dell’arte – come, ad esempio, la tentazione e il supplizio di Sant’Antonio – e forme quotidiane di esistenza: in molte opere di Victor Man, infatti, il conosciuto transita nel fantastico e nel magico, il profano convive col sacro e il mitologico alberga nella banalità. Lo stesso può dirsi dei codici linguistici della pittura: alcuni lavori di Man, infatti, presentano un linguaggio figurativo che sembra ambire ad un’esistenza al di fuori e al di là della contemporaneità. In questo linguaggio coesistono riferimenti alla pittura toscana pre-rinascimentale, ma anche a forme di primitivismo che hanno attraversato l’Europa durante le prime avanguardie di inizio Novecento, così come ad un costante senso di rimozione della realtà.
Victor Man: In un altro aprile
26 giugno – 1 settembre 2013
L’Accademia di Francia a Roma
Villa Medici – Roma

