Arte Antica, Mostre

Classicità ed Europa al Quirinale

Classicità ed Europa. Il destino della Grecia e dell’Italia è la particolare mostra che il Palazzo del Quirinale ospita dal 29 marzo al 15 luglio 2014.

Atene e Roma culla di civiltà

classicità ed europa quirinale
Atena Pensosa

Particolare perché la mostra Classicità ed Europa. Il destino della Grecia e dell’Italia non è solo l’esposizione di un selezionato insieme di opere della classicità greca e latina. Infatti l’intento è che i valori che tali opere rappresentano siano d’aiuto a ricordare e celebrare il ruolo svolto dai da Italia e Grecia nel trasmettere il messaggio civilizzatore partito da Atene e da Roma.

Ciò proprio nell’anno in cui la Grecia (dal 1° gennaio al 30 giugno) e l’Italia (dal 1° luglio al 31 dicembre) assumono le presidenze di turno del Consiglio dell’Unione Europea.

“Questa è una mostra che mira a sottolineare il messaggio lanciato all’Europa dalle civiltà classiche – ha spiegato Louis Godart, curatore della mostra, presentandone le finalità – Ma qual’é il ‘succo’ di questo messaggio ? Due ne sono a mio parere gli aspetti fondamentali: l’uomo al centro dello storia e l’invenzione della democrazia, nell’Atene della fine del VI scolo. Questa è la base di partenza di questa mostra”.

La mostra è promossa dalla Presidenza della Repubblica Italiana e dalla Presidenza della Repubblica Ellenica. e curata da Louis Godart, Consigliere per la Conservazione del Patrimonio Artistico del Presidente della Repubblica Italiana. L’organizzazione generale è di Comunicare Organizzando.

Le opere esposte

Clicca per il video dell’ Intervento di Presentazione di Classicità ed Europa di Louis Godart

Nella Sala delle Rampe e nelle Sale delle Bandiere del Palazzo del Quirinale sono così esposte venticinque opere provenienti dai musei greci e italiani.

Classicità ed Europa. Il destino della Grecia e dell’Italia  – come detto – racconta in venticinque capolavori gli ideali di libertà e di democrazia che gli artisti dell’antichità seppero tradurre in opere di eterno fascino. Non a caso, il percorso si apre con il gruppo scultoreo dei Tirannicidi e comprende esecuzioni meravigliose quali l’Atena Pensosa, appoggiata alla sua lancia, e la Testa del Filosofo.

“L’Atena Pensosa, che abbiamo scelto come emblema della mostra, per la prima volta lascia dal Museo dell’Acropoli – ha spiegato ancora Louis Godart –  lancia un messaggio al mondo. E’ un’Atena che ha smesso di combattere. E’ poggiata sulla sua lancia e pensa. Io credo che lei dica a se stessa: abbiamo vinto ma dobbiamo avere sempre la lancia pronta per difendere le grandi conquiste del cuore e della mente. La democrazia non è una democrazia ‘perenne’ se i cittadini non combatteranno per difenderla. Questo è il messaggio che secondo me l’Europa deve meditare”.

Opere italiane e greche

classicità europa quirinale
Il Filosofo

Le opere prestate dalla Grecia coprono oltre cinque millenni di storia del Paese, dalle testimonianze delle civiltà cicladica, minoica e micenea del III e II millennio a.C. fino ad arrivare al dipinto di El Greco del 1600-1607 e alle moderne tele di Moralis e Parthenis. La più antica opera esposta è la statua femminile cicladica proveniente dalla necropoli di Spedos nell’isola di Naxos (III millennio a.C.) proveniente dal Museo Archeologico Nazionale di Atene.

In mostra – tra gli altri – una Kore arcaica (520-510 a.C.) e la stele dell’Atena pensosa (V secolo a.C.) provenienti dall’Acropoli, una statua bronzea di figura maschile risalente al periodo ellenistico e altri capolavori della Grecia bizantina. Una incredibile Rhyton a testa di Toro del 1500 a.C..

Emozionante e, certamente non secondaria in termini archeologici, la Tavoletta d’argilla in scrittura lineare B della fine del XIII secolo a.C. . E’ la “ricevuta” di una vendita di olio d’olia occorsa 3.300 anni fa: un’emozionante, antica, testimonianza di vita quotidiana.

Le opere italiane esposte contemplano a loro volta vari millenni di storia, dall’anfora a staffa micenea del museo di Taranto del 1200 a.C. alle tele di Giani e di Cadorin risalenti al Novecento.

busto di pirro palazzo altemps
Busto di Pirro – Ercolano

Sono stati scelti capolavori che evidenziano il ruolo del nostro Paese nella trasmissione del messaggio greco, dimostrando così che fu Roma a diffondere in Europa una visione del mondo imperniata sui valori che hanno fatto grande la civiltà ellenica.

In mostra il vaso di Eufronio (VI secolo a.C.) proveniente dal Museo di Villa Giulia, I Tirannicidi e la Stele Borgia dal Museo Nazionale Archeologico di Napoli (rispettivamente del II secolo d.C. e del V secolo a.C.). L’Amazzone inginocchiata del VI secolo, dai Musei Capitolini (Centrale Montemartini), l’Acrolito Ludovisi dal Museo Nazionale Romano – Palazzo Altemps (V secolo a.C.), Il Filosofo dal Museo della Magna Grecia di Reggio Calabria e il Codice Purpureo di Rossano, il meraviglioso evangeliario, presumibilmente risalente al VI secolo d.C.

Qui al lato potete ammirare il Busto di Pirro. Un marmo del I secolo a.C. proveniente dalla  Villa dei Papiri di Ercolano e la cui bellezza e perfezione non può essere ne detta a parole ne contenuta da un’immagine.

Classicità ed Europa. Il destino della Grecia e dell’Italia

quirinalePalazzo del Quirinale
Sala della Rampa e Sale delle Bandiere
dal 29 marzo al 15 luglio 2014

Ingresso libero

Orari:
dal martedì al sabato ore 10.00–13.00;  15.30–18.30
domenica ore 8.30 – 12.00 – lunedì e festività chiuso

Per informazioni: www.quirinale.it

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ stato membro dell'esecutivo di ANISAP Lazio e consigliere d’amministrazione di reti e raggruppamenti d’imprese. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.