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Mostre

Julio Le Parc. The discovery of perception in mostra a Siena

Julio Le Parc. The discovery of perception è la mostra antologica che Siena dedica a Palazzo delle Papesse all’artista argentino pioniere dell’Arte Cinetica e dell’Optical Art e appassionato sperimentatore nella ricerca cromatica.

Curata da Marcella Beccaria in dialogo con lo stesso Julio Le Parc e il Direttore Artistico del suo studio Yamil Le Parc, la mostra è prodotta da Opera Laboratori con il supporto di Galleria Continua.

Per la videointervista con Marcella Beccaria clicca QUI

Julio Le Parc in mostra a Siena a Palazzo delle Papesse

Dopo averla visitata converrete con me come questa mostra meriti qualsiasi aggettivo vogliate attribuirgli. Sulle pareti scorre una vita dedicata all’arte con pezzi assolutamente importanti. Opere scelte con rigore nel numero giusto per raccontare una storia importante senza mai perdere il filo logico che deve guidare il visitatore.

Julio Le Parc. The discovery of perception comprende così circa cira 80 opere disposte per aree tematiche. Oltre 60 anni di attività, dai lavori geometrici in bianco e nero alle opere cinetico-luminose alle sculture all’arte digitale raccontano l’unicità e la vastità di una ricerca tesa a stimolare la percezione e il coinvolgimento degli spettatori.

Così attraverso opere che per la maggior parte provengono direttamente dal suo studio a Cachan in Francia e appartengono al suo archivio, Julio Le Parc offre ai visitatori un incontro diretto con il suo universo creativo dal 1958 ad oggi.

Julio Le Parc Ensemble Volume-Couleur 1975
Julio Le Parc Ensemble Volume-Couleur 1975 (a dx)

Avvicinare lo spettatore all’opera, oggettivizzarla rispetto all’artista

A sottendere la ricerca geometrica e cromatica di Julio Le Parc vi è una convinzione profonda. Il maestro argentino lavora sull’idea di distacco tra l’artista e l’opera. Predilige l’utilizzo di forme geometriche esistenti in modo da attivare visivamente la superficie dell’opera e coinvolgere gli osservatori.

La prima necessità – scrive Julio Le Parc – (è) accrescere la distanza tra l’artista e l’opera, rimuovendo non solo ogni traccia di fabbricazione manuale (‘il tocco pittorico dell’artista’) ma anche tracce di composizione soggettiva”.

A questo passaggio va aggiunto quello del movimento e della continua variabilità ed instabilità dell’opera stessa. Infatti, precursore dell’Arte Cinetica e dell’Optical Art o Op Art, dai suoi esordi Julio Le Parc lavora con la luce ed il movimento.

Gli esperimenti di luce e movimento – scrive l’artista nel 1971 – facevano parte del mio desiderio di allontanarmi dalla nozione di un’opera fissa, stabile e definitiva”.

Le sue opere indagano così la relazione tra luce e movimento e inducono una varietà di possibili reazioni in chi le incontri. Una ricerca incessante che porta l’artista a sperimentare la quarta dimensione, generando installazioni capaci di produrre esperienze immersive.

Julio Le Parc: i 14 colori

Le Parc impiega uno spettro di 14 colori quale base per la sua ricerca cromatica e per dipingere le sue tele. Sono colori puri definiti guardando all’arcobaleno. I colori acrilici dell’artista sembrano in movimento, moltiplicandosi e travalicando i confini della tela delle singole opere.

Guardarle – spiega la curatrice Marcella Beccaria – significa accedere ad un universo gioioso nel quale è protagonista l’esperienza percettiva”.

Dagli anni Settanta, Le Parc declina i suoi 14 colori anche in una serie di sculture, gli Ensemble Volume-Couleur, di cui una selezione datata 1971-1975 è in mostra. Si tratta di opere in legno dipinto nelle quali l’elemento solido si erge su un’asticella in metallo.

La mostra include anche opere appartenenti alla recente serie Alchimie. Dipinte su tele di grandi dimensioni, queste opere raccontano la costante capacità di Le Parc di estendere la propria ricerca esplorando nuove possibilità.

Julio Le Parc e l’Italia

Esistono diversi elementi che legano il maestro argentino all’Italia. Giovanissimo, tra i suoi docenti d’arte a Buenos Aires vi fu Lucio Fontana. Quando, ormai trasferitosi a Parigi, partecipò alla 33a Biennale di Venezia nel 1966, vinse il Gran Premio Internazionale alla Pittura.

Se questa mostra di Le Parc al Palazzo delle Papesse è la più grande mai realizzata dall’artista in Italia – conclude la curatrice Marcella Beccaria – va anche ricordato che un importante precedente è dato dalla sua partecipazione alla XXXIII Biennale d’Arte di Venezia del 1966.

Le Parc è chiamato a rappresentare l’Argentina e la sua presentazione, che include un nutrito numero di opere, riscuote un grande successo di pubblico. Fotografie del periodo ritraggono visitatori e visitatrici che interagiscono con le opere e per esempio salgono su sculture dotate di molle, o indossano ampi occhiali che al posto delle lenti hanno sequenze di lamelle orizzontali”.

Al di là di questo grande riconoscimento, il legame tra De Parc è l’Italia si è poi concretizzato in un rapporto di conoscenza e di interscambio con numerosi protagonisti dell’optical art italiana.

julio le parc
Julio Le Parc

Un segno profondo

L’Italia – commenta Yamil Le Parc, Direttore dello studio del padre – ha sempre avuto una considerevole presenza in Argentina, dove oggi e la più grande comunità straniera. Era tempo che Le Parc tornasse in Italia per poter continuare a influenzare e ispirare il pubblico odierno con la sua capacità di mettere in discussione e trasformare la nostra comprensione dell’arte contemporanea.

Spero che questa mostra lasci un segno profondo, non solo nei cittadini toscani ma anche nelle migliaia di turisti che ogni anno visitano Siena alla ricerca di storia e bellezza”.

Julio Le Parc. The discovery of perception

13 settembre 2024 al 16 marzo 2025

Palazzo delle Papesse

Via di Città 126, Siena

Orari:

  • Dal 13/9/224 al 3/11/224 tutti i giorni dalle ore 10 alle 19 (ultimo ingresso 1 ora prima della chiusura).
  • Dal 4/11/24 al 24/12/24 tutti i giorni dalle ore 12 alle 19 (ultimo ingresso 1 ora prima della chiusura)
  • Dal 26/12/24 al 6/1/2025 tutti i giorni dalle ore 10 alle 19 (ultimo ingresso 1 ora prima della chiusura).
  • Dal 7/1/25 al 16/3/25 venerdì, sabato e domenica dalle ore 12 alle 19 (ultimo ingresso 1 ora prima della chiusura)
  • Chiuso il 25/12/24

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ stato membro dell'esecutivo di ANISAP Lazio e consigliere d’amministrazione di reti e raggruppamenti d’imprese. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.

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