Fernando Botero è raccontato a Palazzo Bonaparte a Roma in una mostra antologica preziosa che ne traccia l’intero percorso artistico. Ciò, però, non solo in senso cronologico e tematico ma anche consentendo al visitatore di cogliere appieno il rapporto tra disegno, scultura e pittura nella sua opera.
Fernando Botero. La Grande Mostra a Palazzo Bonaparte
E lo fa consentendo anche di apprezzare la padronanza di tecniche molto diverse tra loro: olio, acquarello, pastello, disegno a matita e a carboncino ed anche la sperimentazione nell’unire queste tecniche quali l’acquarello con il disegno sul supporto della tela.
Nel 1952 Fernando Botero (1932-2023) lascia la Colombia per un viaggio in Europa. Un viaggio di studio che lo porta a Madrid, a Parigi e in Italia. Qui studia Giotto e i toscani ma anche Andrea Mantegna.

La passione per il volume
La passione per il volume nasce proprio in Italia quando conosce i maestri del Rinascimento e tra essi Piero della Francesca e Paolo Uccello.
L’esplorazione e lo sviluppo del volume porterà Fernando Botero a creare uno stile che lo renderà unico. Un processo durato circa venti anni ed assolutamente cosciente tanto da far affermare a Botero: Tutti i grandi artisti sviluppano uno stile proprio, riconoscibile anche nelle forme più semplici. Un’arancia dipinta da Cezanne è diversa da una di Picasso, Van Gogh o Botero. Senza uno stile unico un artista non esiste veramente.
Se Fernando Botero vivrà prima a New York e poi a Parigi il suo amore per l’Italia dura tutta la vita. Così nel 1983 apre uno studio a Pietrasanta. Siamo in Versilia a due passi dalla cave di marmo dalle quali tutti i grandi scultori del rinascimento, da Donatello a Michelangelo facevano cavare i loro blocchi di bianco di Carrara.
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Fernando Botero: Omaggio a Mantegna
Il percorso espositivo della mostra che Palazzo Bonaparte dedica a Roma a Fernando Botero si apre con un’opera del 1958 mai esposta prima e solo recentemente ritrovata dopo decenni di ombra: Omaggio a Mantegna (1958). Si tratta della rivisitazione secondo Botero dell’affresco della parete nord della Camera degli Sposi di Andrea Mantegna nel Palazzo Ducale di Mantova. Qui Ludovico Gonzaga è raffigurato seduto tra la sua famiglia mentre riceve una lettera dal suo segretario Marsilio Andreasi. Per Botero fu una tela importante poiché gli consentì di vincere il primo premio al Salone Nazionale di Pittura della Colombia nel 1958. A noi, viceversa, ci consente di determinare un punto di partenza con cui misurare la ricerca di Botero intorno al volume ed i suoi esiti nel corso dei decenni.

Le Versioni
Fernando Botero, artista praticamente autodidatta, studiò in realtà moltissimo. Lo fece dal vivo: in Spagna, in Italia ma non solo con un approccio particolare. Egli infatti sosteneva che: L’arte è la possibilità di ricreare la stessa opera in modo differente.
La prima sezione di Fernando Botero. La grande mostra è così dedicata alle sue versioni ad iniziare da quella, famosissima, dei ritratti di Piero della Francesca di Federico da Montefeltro e Battista Sforza.

Disegni, pastelli, acquerelli
Botero era un convinto assertore delle necessità per un artista di possedere maestria nel disegno: non si può pensare a nessun grande artista senza pensare alla sua capacità di disegnare.
Una convinzione con la quale non si può che essere d’accordo anche se non tutti lo sono…E così l’autodidatta Botero disegnò per tutta la sua lunga vita di artista usando tutte le tecniche e tutte le troviamo in mostra.
Disegni raffinatissimi, alle volte ironici, sempre tecnicamente ineccepibili. E rivelatori. Rivelatori delle basi sulle quali Fernando Botero è riuscito a costruire una tecnica del volume che fa pensare a Paolo Uccello.
Le undici sezioni di Fernando Botero. La Grande Mostra
La mostra dedicata a Fernando Botero a Palazzo Bonaparte a Roma si articolo in undici sezioni. Alcune tematiche (il circo, le versioni e via dicendo) altre legate alla tecnica (acquerelli, pastelli). Ognuna vive di un rapporto osmotico tra dipinti e sculture che creano straordinari rimandi e suggestioni.
Infine dobbiamo dar merito a curatori e scenografi di aver realizzato un layout ed una illuminazione semplicemente formidabili.
Se volete approfondire le le undici sezioni, cliccate QUI.
Approfondimenti – Fernando Botero
Abbiamo anche pubblicato:
Fernando Botero. La grande mostra
A cura di Lina Botero e Cristina Carrillo de Albornoz Fisac
17 settembre 2024 – 19 gennaio 2025
Palazzo Bonaparte
Piazza Venezia, 5 (angolo Via del Corso), Roma






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