Marina Apollonio. Oltre il cerchio è la mostra che la Collezione Peggy Guggenheim dedica a Venezia ad una tra le maggiori esponenti dell’Arte Ottica e Cinetica, o Optical Art, collezionata dalla stessa Peggy Guggenheim.
Marina Apollonio. Oltre il cerchio in mostra alla Collezione Guggenheim
La mostra illustra attraverso un centinaio di opere la carriera dell’artista dal 1963 a oggi. Il percorso offre una visione completa della sua ricerca tra pittura, scultura e disegno, opere statiche, in movimento e ambientali, bianco e nero e ricerca cromatica, sperimentazioni tecniche e di materiali.

Marina Apollonio. Oltre il Cerchio mette anche in luce il ruolo di collezionista Peggy Guggenheim. Infatti nel 1968, dopo aver visitato la personale di Apollonio alla Galleria Paolo Barozzi di Venezia, Guggenheim le commissiona Rilievo n. 505, tutt’oggi parte della collezione, a riprova del suo sostegno alle giovani avanguardie italiane.
Infatti, le opere di Marina Apollonio negli spazi di Palazzo Venier dei Leoni, dialogano con i lavori dei maggiori rappresentanti dell’Arte Ottica e Cinetica che Guggenheim collezionò ed espose nel corso degli anni ’60. Tra questi Alberto Biasi, Martha Boto, Franco Costalonga, Heinz Mack, Manfredo Massironi, Francisco Sobrino, Victor Vasarely.

Progressione
1964 (photo Sergio Martucci)
Marina Apollonio: breve biografia
Figlia di Umbro Apollonio, critico d’arte, scrittore e direttore dell’Archivio storico della Biennale di Venezia dal 1949 al 1972, all’età di otto anni, nel 1948, Marina Apollonio si trasferisce a Venezia.
“Contagiata dal virus dell’arte”, come le piace ricordare, inizia le proprie ricerche attorno alla percezione visiva nel 1962 attirata dal linguaggio oggettivo della geometria, in particolare dal cerchio. Scrive nel 1966, in occasione della sua prima personale al Centro Arte Viva Feltrinelli di Trieste:
“Ogni mia ricerca plastica vuole essere un’indagine sulle possibilità fenomeniche di forme e strutture elementari. La forma elementare ha in sé l’astrazione totale in quanto è costituita da un programma matematico. Su questa base l’azione si svolge con assoluto rigore in un rapporto diretto tra intuizione e verifica: intuizione a livello ottico e verifica su sistema matematico. Scelta una forma primaria, quale ad esempio il cerchio, ne studio le possibilità strutturali per renderla attiva cercando il massimo risultato con la massima economia”.
Nel 1964 incontra l’artista Getulio Alviani che la incoraggia a mostrare i suoi lavori. Nel 1965 vince il Chiodo d’oro a Palermo e viene invitata a partecipare a Nuova Tendenza 3 a Zagabria.

Le mostre e i rapporti con l’Optical Art
Seguiranno anni di intensa attività, mostre personali e collettive in Italia e all’estero, insieme con la costellazione internazionale di artisti dell’Arte programmata e cinetica. Apollonio è particolarmente vicina al Gruppo N di Padova (Alberto Biasi, Ennio Chiggio, Toni Costa, Edoardo Landi, Manfredo Massironi), frequenta il Gruppo T di Milano (Giovanni Anceschi, Davide Boriani, Gianni Colombo, Gabriele Devecchi, Grazia Varisco), gli amici Alviani e Dadamaino, artisti vicini ad Azimut/h, quali Piero Manzoni ed Enrico Castellani, e del Gruppo Zero di Dusseldorf, come Nanda Viga, e i già riconosciuti Enzo Mari e Bruno Munari.

Nel 2007 Max Hollein, attuale direttore del MET di New York, inserisce Apollonia nella grande mostra da lui curata, Op Art, alla Schirn Kunsthalle Frankfurt. Nel 2022, alla 59. Biennale d’Arte di Venezia viene scelta dalla curatrice Cecilia Alemani per essere esposta nel Padiglione Centrale, ai Giardini, all’interno della sezione Tecnologie dell’Incanto, accanto a Dadamaino, Lucia Di Luciano, Laura Grisi, Grazia Varisco e Nanda Vigo.
Optical Art e Arte Cinetica – Approfondimenti
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Marina Apollonia. Oltre il cerchio
a cura di Marianna Gelussi
fino al 3 marzo 2025
Collezione Peggy Guggenheim
Palazzo Venier dei Leoni
Dorsoduro 701, Venezia








