La Cappella Albani nella Basilica di San Sebastiano fuori le mura sulla Via Appia a Roma fu realizzata per celebrare una reliquia molto particolare: la testa di San Fabiano papa, ventesimo pontefice dal 236 al 250 d.C..
Cappella Albani alla Basilica di San Sebastiano flm
A volerne la costruzione fu papa Clemente XI (Urbino 1649 – Roma 1721) al secolo Giovanni Francesco Albani. La cappella venne così realizzata tra il 1706 ed il 1717 dall’architetto Carlo Fontana (Novazzano 1638 – Roma 1714) con cui collaborarono il suo allievo Alessandro Specchi (1666-1729) e Filippo Barigioni (1680-1753).
A supervisionare il cantiere per conto del pontefice, il fratello di quest’ultimo Orazio Albani e di Niccolò Del Giudice, protettore dello Specchi. Quest’ultimo, raffinato uomo di cultura che sarebbe poi stato elevato al titolo cardinalizio, ricopriva durante il pontificato di Clemente XI il ruolo di presidente della Congregazione delle Strade e della Grascia.
Fulcro degli ornamenti della Cappella Albani è la statua di San Fabiano dovuta allo scalpello di Pietro Francesco Papaleo, allievo di Ercole Ferrata, stretto collaboratore del Bernini, e dello scultore maltese Melchiorre Cafà.
Pietro Francesco Papaleo: la statua di San Fabiano
San Fabiano è ritratto con i paramenti papali e la tiara nell’atto di accettare la palma del martirio che gli viene porta da un angelo. Il braccio destro alzato con la mano aperta protesa in avanti, il corpo piegato anch’esso verso destra, l’espressione del viso ricordano quella tipica postura tra dubbio e timore con la quale è spesso ritratta la Vergine nell’Annunciazione.
L’altare maggiore subito al di sotto della statua, ornato con due putti, custodisce la sacra reliquia del capo del pontefice. A destra il San Fabiano battezza Filippo l’Arabo di Pier Leone Ghezzi. A sinistra il San Fabiano eletto Papa di Giuseppe Passeri.
La cupola delle quattro sante romane
La cupola della Cappella Albani è interamente decorata a stucchi. Spiccano i medaglioni raffiguranti quattro sante accomunate dall’essere romane, dei primissimi secoli del cristianesimo e tutte sepolte sulla Via Appia. Si tratta di Lucilla, martirizzata nel 257 lungo la Via Appia; Balbina, martirizzata intorno al 130 e sepolta sulla Via Appia; Santa Sotere, parente di Sant’Ambrogio, fu martirizzata nel 304; Santa Cecilia, martirizzata nel 230 e inizialmente sepolta nelle catacombe di San Callisto.
Ciascun medaglione è sorretto da tre angeli e sormontato da una dedicazione che individua chi sia la santa effigiata.
Sempre sulla Basilica di San Sebastiano flm potete leggere Il Salvator Mundi del Bernini: l’ultima opera del Maestro











2 Comments