La mostra L’ORO DIPINTO. El Greco e la pittura tra Creta e Venezia a Palazzo Ducale racconta una storia particolare: quella della scuola pittorica veneto-cretese per oltre quattro secoli a metà tra Oriente bizantino e Occidente latino.

Venezia e Creta: una lunga storia
Un filo dorato lega le vicende storiche, artistiche, gli equilibri diplomatici e la devozione nel Mediterraneo lungo la rotta tra Venezia e Creta, la Candia dal XIII secolo, perla dello Stato da Mar della Serenissima.
L’oro dipinto, che fa risplendere di luce spirituale le icone, è il protagonista della mostra a Palazzo Ducale. Esso fa da sfondo ad una lunga storia di intense relazioni pittoriche tra due isole.
Dopo la Caduta di Costantinopoli (1453) Candia diventa il più importante polo artistico per l’antica tradizione bizantina, alla quale si richiamano fedelmente oltre cento botteghe di madoneri, soprattutto autori di immagini devozionali popolari.
Parallelamente Venezia vede l’arrivo di un numero sempre maggiore di opere e di artisti dall’isola dell’Egeo. “Pittori iconografi” in viaggio o immigrati tra Creta, le isole dello Ionio e la capitale.
Il primo ottobre del 1541 proprio a Candia nasce Domínikos Theotokópoulos, più noto con il suo soprannome, ovvero El Greco la cui carriera segue anch’essa un percorso che lo porterà a Venezia. Poi, da qui, a Roma e in Spagna.

Mostra El Greco e la pittura tra Creta e Venezia: il percorso
L’esposizione vuole rappresentare un’occasione di rilettura e approfondimento su un fenomeno culturale che fu rilevantissimo e ancora poco indagato.
Le sette sezioni della mostra illustrano cronologicamente tale singolare percorso pittorico. Dalle origini nel secolo XV, coi primi maestri che progressivamente guardano all’occidente gotico – tra questi Angelos, Akotantos e Andreas Ritzos – per passare col maturo Quattrocento a significative vicinanze coi modelli del grande rinascimento veneziano – in primis quelli dei Bellini e dei Vivarini – in pittori come Ioannis Permeniatis.
L’evoluzione prosegue nel Cinquecento con felici ibridazioni fra tradizione bizantina e libere ispirazioni occidentali, mediate soprattutto dalle immagini a stampa, con maestri come Georgios Klontzas e Michael Damaskinos. Quest’ultimo importante per il lungo periodo di attività trascorso a Venezia tra gli anni ’70 e ’80 del Cinquecento.

Dominikos Theotokopoulos, El Greco
Al centro dell’avvincente racconto di storia e di pittura si colloca il più celebre e stravagante rappresentante della ”scuola”: Dominikos Theotokopoulos, El Greco (1541-1614).
Nella natia Creta muove i primi passi nell’educazione alla tradizione postbizantina per giungere a Venezia, il viaggio imprescindibile per gli autori dell’epoca, intorno al 1567. L’incontro qui è con e con l’arte sorprendente del maturo Tiziano, di Bassano, di Tintoretto. Una tappa cruciale, prima del passaggio per Roma e poi in Spagna, dove si impone come il geniale El Greco.
A testimonianza di questi passaggi, la mostra ospita la Fuga in Egitto (1570 circa), del Museo del Prado di Madrid, a confronto ad opere della maturità fino al periodo spagnolo con il San Pietro (1600-1607) dalla National Gallery – Alexandros Soutsos Museum di Atene.

Inevitabile l’affondo sul periodo delle Guerre di Morea. La città di Candia – attuale Heraklion – assediata dagli ottomani e strenuamente difesa dai veneziani cade nel 1669 con la resa trattata dal capitano generale Francesco Morosini.
L’attività dei pittori iconografi e delle loro botteghe si dovette forzatamente trasferire nelle altre isole venete, come Corfù e Zante. E’ qui che riprendono a lavorare e inviare opere Theodoros Poulakis, Elias Moskos, Lambardos, Prete Victor e altri. Alcuni scelsero di trasferirsi nella stessa Venezia, come Emmanuel Tzanes (1610-1690).
Fedele alla vocazione inclusiva della Serenissima, una vivace comunità greca aveva potuto formarsi e prosperare, fino ad oggi, perfettamente integrata all’interno del tessuto economico e civile della città, portatrice feconda della propria spiccata identità culturale e religiosa, con polo essenziale nella sua Scuola e adiacente Chiesa di San Giorgio dei Greci.
Una radice ellenica che, in tal modo e in virtù di quegli antichi legami, è veramente una componente effettiva e riconoscibile dell’animus più vero di Venezia. Questo lo squarcio aperto significativamente dalla settima e ultima sezione della mostra.

L’ORO DIPINTO. El Greco e la pittura tra Creta e Venezia
a cura di Chiara Squarcina, Andrea Bellieni e Katerina Dellaporta
fino al 29 Settembre 2025
Venezia, Palazzo Ducale, Appartamento del Doge





