Due affreschi di Fernando Botero si rivelano al visitatore a Pietrasanta nella Chiesa della Misericordia detta anche Chiesa di San Biagio o Chiesa di Sant’Antonio Abate in via Mazzini.
Un dono del maestro ad una città alla quale era particolarmente legato e dove aveva anche uno studio. Un legame, quello tra Fernando Botero e Pietrasanta, testimoniato dalle opere donate dal maestro alla città e, viceversa, dalla cittadinanza onoraria conferitagli nel 2001.
Gli affreschi di Botero a Pietrasanta: le due porte
Tra le testimonianze lasciate da Fernando Botero a Pietrasanta vi sono così anche i due affreschi della Chiesa della Misericordia: la Porta dell’Inferno e la Porta del Paradiso.
Li troverete a fronteggiarsi sui due lati dell’unica navata. A mano destra la Porta del Paradiso, a mano sinistra la Porta dell’Inferno.
Sappiamo quanto Fernando Botero fosse innamorato del Rinascimento italiano e non v’è dubbio che, in una rivisitazione assolutamente unica, ritroviamo di questo periodo diverse citazioni in ambedue gli affreschi.

Fernando Botero: l’affresco della Porta del Paradiso a Pietrasanta
L’affresco, a tutta parete, vede all’apice la Madonna col Bambino mentre accoglie le anime dei giusti che volano verso il Paradiso e nel contempo schiaccia il serpente simbolo del male. Alle sue spalle, come volevano le rappresentazioni più antiche, un prezioso drappo: non si tratta però di un elaborato broccato ma della bandiera italiana sorretta da due angeli. Un omaggio alla nazione che era per lui una seconda casa e da cui la sua famiglia era nel 1780 partita per la Colombia.
Ai piedi della Vergine tre figure: Madre Teresa di Calcutta a sinistra, un particolarissimo angelo musicante al centro e, a destra, lo stesso Fernando Botero nelle vesti di un soldato.
L’affresco della Porta dell’Inferno nella Chiesa della Misericordia
Di tutt’altro segno è la Porta dell’Inferno. Alla sommità troviamo Satana che, assistito da diavoli multicolori, condanna agli inferi le anime dannate. Tutto l’affresco è occupato da alte fiamme.
In basso, a sinistra uno scheletro maschile gioca a carte mentre una cascata di monete scende dalle sue mani verso terra. Sul lato opposto, uno scheletro femminile in veste verde, è intento ad ammirare una collana: forse un rimando al vanitas omnia vanitas.
Nella parte bassa dell’affresco sono rappresentati sepolcri aperti: non sono però sepolcri di resurrezione ma di condanna eterna. Al centro una figura di donna dalla cui bocca esce un serpente. Ancora a destra dal sepolcro esce la testa di Hitler: simbolo del male assoluto. Ancora al di sotto, test di dannati fuoriescono da una sorta di magma.
Fernando Botero – Approfondimenti
Se volete approfondire ulteriormente l’opera di Fernando Botero, potete leggere:
- Fernando Botero. La Grande Mostra
- Fernando Botero al Vittoriano di Roma
- Botero Via Crucis al Palazzo delle Esposizioni
- Botero a Parma


