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Lia Drei e Francesco Guerrieri: storie di vita e d’arte

Lia Drei (1922-2005) e Francesco Guerrieri (1931-2015), protagonisti dell’astrazione geometrica italiana e vicini all’arte cinetica, condivisero sia il loro percorso di vita che quello artistico.

Attraversarono così alcuni dei momenti fondamentali della pittura italiana del dopoguerra come le loro biografie riportate qui di seguito descrivono.

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Francesco Guerrieri-Ritmostruttura con Variazioni Ondulari

Le opere inserite in questo articolo sono state esposte alla mostra loro dedicata dai Musei Civici di Palazzo Buonaccorsi a Macerata (2026). Nella città marchigiana Lia Drei e Francesco Guerrieri erano stati già ospitati nel 1979 in occasione della rassegna Verifica tra Due Decenni e con le mostre del 1981 e 1982 curate da Elverio Maurizi, giornalista d’arte maceratese

Lia Drei – Biografia Breve

Lia Drei (Roma, 1922–2005), figlia dello scultore e pittore Ercole Drei, cresce in un ambiente artistico e studia tra Roma e la Columbia University di New York. Dopo un primo periodo informale, dal 1962 si dedica alla ricerca sulla Gestalt e sullo Strutturalismo. Cofondatrice del Gruppo 63, crea con Guerrieri il binomio Sperimentale P, dedicato allo studio dell’efficacia ottico-percettiva.

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Lia Drei – Cristallo Trasgredito

Negli anni Settanta amplia la sua pratica a happenings e “opere-ambiente”, fino alla partecipazione al movimento della Metapittura. Espone in contesti internazionali e realizza libri d’artista, come Iperipotenusa (1969), oggi al MoMA. La sua opera coniuga rigore analitico e sensibilità cromatica.

Francesco Guerrieri – Biografia Breve

Figura centrale dell’astrazione geometrica italiana, Guerrieri (Borgia, 1931 – Soverato, 2015) studia a Roma e, dopo un primo periodo informale, si dedica allo Strutturalismo e alla Gestalt. Cofondatore del Gruppo 63 e poi del binomio Sperimentale P, sviluppa una ricerca fondata su processi percettivi.

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Lia Drei – Cielo e Mare

Dal 1967 realizza il ciclo Il Quadro Luce e numerose “opere-ambiente” che anticipano la sua partecipazione alla Metapittura negli anni Ottanta. Espone in importanti contesti internazionali e le sue opere sono oggi conservate in musei quali GNAM e MACRO.

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