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Pomposa: i Giotteschi del Refettorio

A metà strada tra Venezia e Ravenna, ad un centinaio di chilometri da Rimini, l’Abbazia di Pomposa è un must se siete sulle tracce della Scuola Giottesca di Rimini.

La grande sala del Refettorio ospita infatti, su uno dei lati corti, un affresco secondo a nessuno. Si compone di tre abbazia pomposa refettorio affreschi scuola giottesca riminesescene: al centro la Deesis (Cristo benedicente tra i santi), a sinistra L’Ultima Cena, a destra La Cena dell’Abate Guido.

Giotto lavorò a Rimini nei primissimi anni del ‘300 e questo stimolò la nascita di un movimento artistico che si rifaceva al suo stile. Ancora oggi Rimini custodisce sia il Crocifisso dipinto da Giotto (custodito nel Tempio Malatestiano) che, presso il Museo Civico, alcune sale imperdibili dedicate alla Scuola Giottesca Riminese tra le quali quella che ospita il grande Giudizio Universale.

abbazia pomposa refettorio affreschi scuola giottesca rimineseIl Refettorio dell’Abbazia di Pomposa custodisce senz’altro momenti alti di quegli anni. Lo splendido volto del Cristo nella Deesis. La luce lo accarezza dalla sinistra e illumina la trasparenza dell’incarnato ed i lunghi capelli biondi. Ne modella il viso che, pur perfettamente frontale, trae proprio dalla luce radente la sua profondità. La mano benedicente del Cristo è poi un pezzo di bravura.

Non da meno, nella Cena dell’Abate Guido, i tre monaci sulla sinistra. Innanzitutto il primo a sinistra, posto di tre quarti, un ritratto di grande delicatezza.

Gli affreschi potrebbero essere dovuti a Giovanni Baronzio o a Pietro da Rimini.

Lungo la strada Romea che, attraversando la foce del Po’, punta verso sud. Passata Chioggia, sulla via di Comacchio, in vista della splendida Ravenna, fermatevi all’Abbazia di Pomposa, per il suo refettorio che non dimenticherete facilmente ma anche per i molti altri tesori che essa custodisce.

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ stato membro dell'esecutivo di ANISAP Lazio e consigliere d’amministrazione di reti e raggruppamenti d’imprese. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.

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