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Armando Testa in mostra a Ca’ Pesaro

A Venezia Ca’ Pesaro dedica ad Armando Testa (1917-1992) una grande mostra che ripercorre non solo la sua carriera di pubblicitario ma anche quella, meno conosciuta, di artista.

Armando Testa in mostra a Venezia: il percorso

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A. Testa – Punt e Mes 1960

L’esposizione, organizzata in concomitanza con la 60° Biennale di Venezia, ricostruisce il percorso di un protagonista della cultura visiva contemporanea e delle sue celebri icone entrate da tempo nell’immaginario collettivo.

Dagli esordi presso la Scuola Tipografica Vigliardi Paravia a Torino con l’insegnamento di Ezio D’Errico, al primo concorso, vinto da Armando Testa a vent’anni per ICI (Industria Colori Inchiostri) nel 1937.

Poi, nell’immediato dopoguerra, i progetti per aziende quali Martini & Rossi, Carpano, Borsalino e Pirelli, da cui scaturiranno più geniali e iconiche invenzioni.

E ancora, le pubblicità e i loghi per Lavazza, Sasso, Carpano, Simmenthal e Lines, tra gli altri, che hanno accompagnato diverse generazioni di spettatori, fruitori, artisti e creativi. Ma anche le Olimpiadi di Roma del 1960, di cui realizzò il manifesto ufficiale.

Gli anni della televisione

Gli anni ‘50 e ‘60 videro la nascita delle immagini e delle animazioni per la televisione. Nacquero così personaggi, suoni e gesti che sono rimasti nella storia della pubblicità e della cultura. Dal digestivo Antonetto (1960) alla sfera rossa sospesa sopra la mezza sfera del Punt e Mes, che in dialetto piemontese significa “un punto e mezzo” (1960).

Da Caballero e Carmencita per il caffè Paulista di Lavazza (1965) agli immaginifici abitanti del pianeta Papalla per i televisori Philco (1966). Da Pippo, l’ippopotamo azzurro dei pannolini Lines (1966-1967), alle pubblicità per l’olio Sasso (1968) e per la birra Peroni (1968).

Armando Testa – Gufo, 1968 – Crediti Fabio Mantegna

Le ricerche e l’artista

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A. Testa -Caballero & Carmencita 1965 (cr. Nino Chironna)

Le ricerche intorno al tema del cibo, visto nelle sue declinazioni eclettiche e anche ironiche, la rappresentazione di temi sociali e alla diffusione culturale, come le campagne per Amnesty International, per il referendum sul divorzio, per la povertà e la fame nel mondo, sono tutte parte della mostra di Armando Testa a Ca’ Pesaro.

Parallela e contigua a queste produzioni corre la ricerca di Armando Testa in una pluralità di direzioni. La figura umana, le geometrie, i pieni e i vuoti, il positivo e il negativo. Le mani e soprattutto le dita, primo organo di senso e di percezione del mondo, alfabeto con il quale interpretiamo il soggetto e lo spazio che ci circonda.

Non solo l’Armando Testa già noto. Ca’ Pesaro rivolge uno sguardo complessivo alla sua lezione e al suo lascito artistico, con un’attenzione particolare alle sue qualità e felici intuizioni come pittore, scultore, disegnatore e creatore di infinite suggestioni condensate, magicamente, in una sintesi inaspettata.

Armando Testa

20 aprile – 15 settembre 2024
a cura di Gemma De Angelis Testa, Tim Marlow, Elisabetta Barisoni

Museo Ca’ Pesaro

Santa Croce 2076 – Venezia
Tel. 041 721127

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