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Augusto alle Scuderie del Quirinale

La mostra Augusto alle Scuderie del Quirinale racconta l’avvento di Augusto – figlio adottivo e pronipote di Giulio Cesare – sulla scena di Roma e il cambiamento radicale che esso generò non solo nell’impostazione della governance stessa dello stato romano ma anche, forse soprattutto, nella filosofia laica e religiosa su cui esso si fondava.

Da lì non si sarebbe più tornati indietro e – probabilmente – proprio nella perenne difficoltà di trovare eredi degli di Ottaviano Augusto sta il germe che portò nei secoli successivi alla decadenza del sistema statale imperiale: un abito costruito su misura da e per un uomo, Augusto appunto.

Augusto alle Scuderie del Quirinale

Organizzata in occasione del bimillenario della morte, la mostra presenta le tappe della sua folgorante storia personale. Augusto fu infatti personaggio dotato di un eccezionale carisma e di uno straordinario intuito politico. Riuscì, laddove aveva fallito persino Cesare, ovvero a porre fine ai sanguinosi decenni di lotte interne che avevano consumato la Repubblica romana e a inaugurare una nuova stagione politica: l’Impero.

statua augusto palazzo massimo
Statua di Augusto – Palazzo Massimo – part

Il suo principato, durato oltre quaranta anni, fu il più lungo che la storia di Roma avrebbe mai ricordato. In quegli anni, l’Impero raggiunse la sua massima espansione. Si estendeva infatti in tutto il bacino del Mediterraneo, dalla Spagna alla Turchia, al Maghreb, alla Grecia, alla Germania. I particolari della sua biografia e della sua folgorante carriera ci sono trasmessi da lui stesso e da storici di età successive, quali Velleio Patercolo, Svetonio, Tacito, Cassio Dione. Sono veramente pochi gli imperatori romani per i quali disponiamo di un così grande numero di fonti scritte.

Successi folgoranti e lutti terribili

imperatore augusto
Gemma di Augusto, Londra

Possiamo in tal modo ricostruire il completo svolgersi della sua carriera politica, nel corso della quale ricoprì tutte le più importanti cariche pubbliche, e al tempo stesso seguire la serie disastrosa di lutti familiari che lo privarono in pochi decenni di Agrippa, suo luogotenente e genero, e degli eredi designati a succedergli: il nipote Marcello, figlio della sorella Ottavia; Gaio e Lucio Cesari, figli di Giulia e Agrippa. L’Impero passò così alla sua morte nelle mani di Tiberio, il figlio di Livia, la sua terza e amatissima moglie.

La fine delle guerre civili fu abilmente presentata quale epoca di pace, prosperità e abbondanza. Divennero allora centrali concetti quali pax, pietas, concordia, cantati da Virgilio e Orazio, e da tutti gli intellettuali radunati nel circolo cosiddetto di Mecenate.

Augusto e un nuovo linguaggio artistico

La mostra alle Scuderie del Quirinale intreccia la vita e la carriera del princeps con il formarsi di una nuova cultura e di un nuovo linguaggio artistico. Gli stessi che sono tutt’ora alla base della civiltà occidentale.

Così, grazie alla curatela di Eugenio La Rocca, Claudio Parisi Presicce, Annalisa Lo Monaco, Cécile Giroire, Daniel Roger – circa 200 opere tra statue, ritratti, arredi domestici in argento, bronzo e vetro, gioielli in oro e pietre preziose ci guidano attraverso  questo percorso.

Le grandi statue di Augusto

Statua Augusto Prima Porta
Statua Augusto di Prima Porta

Fulcro visivo della mostra sono le grandi statue di Augusto, riunite per la prima volta insieme. L’Augusto pontefice massimo da via Labicana conservato a Roma in Palazzo Massimo alle Terme, e l’Augusto di Prima Porta dei Musei Vaticani, simbolo indiscusso e ormai archetipo dell’idea stessa di romanità. Quest’ultima scultura è accostata al suo modello classico, il Doriforo del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, canone per eccellenza della perfezione scultorea di età classica.

Proveniente da Atene e per la prima volta in Italia, sarà inoltre possibile ammirare parte della statua equestre in bronzo dell’imperatore restituita dal mar Egeo, mentre proviene da Meroe (Nubia, Egitto) lo splendido ritratto del British Museum, anch’esso bronzeo.

Una nutrita congerie di opere d’arte evoca il fiorire dell’età dell’oro. Spiccano per importanza e bellezza i cosiddetti rilievi Grimani, raffiguranti animali selvatici intenti ad allattare i propri cuccioli immersi in un paesaggio bucolico. Essi sono eccezionalmente riuniti dalle attuali ubicazioni (il Kunsthistorisches Museum di Vienna e il Museo di Palestrina).

Vi è poi il gruppo frontonale dei Niobidi, originale greco riallestito in età augustea negli horti Sallustiani a Roma, qui ricomposto accostando le due statue in arrivo dalla Ny Carlsberg Glyptotek di Copenhagen alla statua di fanciulla ferita conservata al Museo Nazionale Romano.

Gli argenti di Boscoreale

Una accurata scelta di pezzi che esprimono la complessa evoluzione del linguaggio figurativo d’età augustea compone la più ricca sezione della mostra. Gruppi scultorei espressione di una nuova classicità si affiancano a eccelsi documenti dell’arte decorativa in ambito urbano e in contesti privati. Oltre agli arredi delle domus vesuviane e ai gioielli di corredo, una nutrita selezione dal preziosissimo tesoro degli argenti di Boscoreale, eccezionalmente prestato dal Museo del Louvre.

Nel contesto di una sottile e ponderata propaganda ideologica, vanno inserite le testimonianze numismatiche e della glittica. Di straordinario pregio, vanno ricordati i preziosissimi cammei di Londra, Vienna e del Metropolitan di New York, magistrali rappresentazioni del potere delle immagini nel mondo antico, utilizzati in qualità di dono personale da parte dei membri della famiglia imperiale a influenti personaggi della loro cerchia.

Assume un valore centrale, in mostra, il tema della morte dell’imperatore – 19 agosto del 14 d.C., data di cui ricorre il bimillenario – e la sua conseguente apoteosi. I visitatori avranno occasione di ammirare l’inedita ricostruzione di 11 rilievi della decorazione di uno straordinario monumento celebrativo eretto originariamente in Campania, e oggi divisi tra la Spagna e l’Ungheria. Vi è narrato, con grande efficacia, uno scontro navale della battaglia di Azio, il fatidico scontro che nel 31 a.C. mise fine alla guerra civile tra Ottaviano e Marco Antonio aprendo la strada al definitivo trionfo del princeps.

Augusto

18 ottobre 2013 – 9 febbraio 2014
Scuderie del Quirinale
Via XXIV Maggio 16, Roma
T. +39 06 39967500
www.scuderiequirinale.it www.electaweb.com

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ stato membro dell'esecutivo di ANISAP Lazio e consigliere d’amministrazione di reti e raggruppamenti d’imprese. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.