Slider home, Storia dell'arte

Bernini: il Martirio di San Lorenzo

Gian Lorenzo Bernini (1598–1680) realizza tra il 1614 ed il 1617, ovvero tra i sedici e i diciannove anni di età, il Martirio di San Lorenzo oggi agli Uffizi dove è pervenuto dalla Collezione Contini Bonaccossi.

La committenza

Sulla committenza dell’opera non abbiamo una certezza assoluta. Il San Lorenzo potrebbe essere stata commissionato a Bernini direttamente da Maffeo Barberini, poi papa Urbano VIII (1568-1644). Dai Barberini sarebbe poi passata agli Strozzi e precisamente a Leone Strozzi (1637-1703), arcivescovo di Firenze,

Ormai nel XIX secolo entrò nella collezione di Alessandro Contini Bonacossi (1878-1955) e da qui nella proprietà dello Stato Italiano. Per la complessa vicenda ereditaria della Collezione Contini Bonacossi potete cliccare QUI.

Gian Lorenzo Bernini: il Martirio di San Lorenzo

Per quanto riguarda l’opera, possiamo rifarci direttamente a quanto riportato nel catalogo degli Uffizi:

Il Martirio di San Lorenzo di Gian Lorenzo Bernini “Fu realizzata nello stesso periodo del San Sebastiano della collezione Thyssen-Bornemisza e in entrambe le sculture risulta evidente il riferimento alle opere di Michelangelo. Per il San Lorenzo, in particolare, Bernini reinterpreta i nudi virili del Cristo morto nella Pietà della Basilica di San Pietro e del Dio fluviale di Casa Buonarroti a Firenze, combinando lo stato di abbandono del primo con la torsione esasperata dell’altro. Altro innegabile modello è la figura di Adamo nella Creazione dell’uomo sulla volta della Cappella Sistina.

bernini martirio san lorenzo

Questo riferirsi alla cultura figurativa del passato, assieme alla maestria tecnica e all’attenzione alla resa delle espressioni, fanno di Bernini uno dei protagonisti del Barocco. Nella biografia dello scultore il figlio Domenico narra che, durante la realizzazione di questa scultura, per ritrarre l’espressione di dolore del santo sulla graticola “si pose egli medesimo con una gamba, e coscia nuda presso la bragia accesa, per cui venendo a provare in se il Martirio del Santo, ritraeva poi col lapis alla vista di uno specchio i dolorosi moti della sua faccia, e osservava i varii effetti, che facevano le propie carni alterate dal calore della fiamma” (Vita del Cavalier Gio. Lorenzo Bernini, 1713).

In realtà il volto del santo, disteso e con lo sguardo rivolto verso l’alto, mostra come il dolore possa essere trasceso attraverso il contatto con Dio, come avverrà nelle più tarde figure femminili di Santa Teresa nell’Estasi della Cappella Cornaro in Santa Maria della Vittoria e della Beata Ludovica Albertoni in San Francesco a Ripa, entrambe a Roma”.

Gian Lorenzo Bernini – Approfondimenti

Sempre in relazione all’opera di Gian Lorenzo Bernini, su ArtePiù e ViaggiPiù puoi leggere:

Le Fontane:

Le Statue:

Le Chiese

L’Architettura

Inoltre, per quanto riguarda le mostre dedicate al Bernini:

Leave a Comment