La Bibbia del Pantheon è uno splendido esemplare di Bibbia Atlantica. Quest’ultimo termine è dovuto allo storico dell’arte Pietro Toesca che ad inizio ‘900 indicò cosi una “famiglia” di bibbie miniate di grande formato (nell’ordine di grandezza di 60×40 cm) realizzate tra l’XI ed il XII secolo in un particolare contesto storico.
Bibbie Atlantiche: vessillo della nuova Chiesa riformata
Quello delle Bibbie Atlantiche fu un genere che ebbe probabilmente il suo maggior centro di produzione a Roma ma non solo. Gli studiosi dell’argomento in generale ritengono che le Bibbie Atlantiche avessero il loro promotore in Gregorio VII (1015-1085), il pontefice della Riforma Gregoriana e della lotta per le investiture.
Afferma a tal proposito Alberto Virdis:
“Come ipotizzato da Peter Brieger e poi da Larry Ayres sulla scorta delle intuizioni di Garrison e Berg, la produzione delle Bibbie atlantiche fu promossa da Gregorio VII e deve pertanto considerarsi «a part of the program for spiritual renewal within the Church» o, come sostiene Carlo Bertelli, «lo strumento principe della Riforma».
La scelta di riunire l’intero testo della Bibbia, sottoposto ad un processo di revisione paragonabile a quello di “un’edizione” vera e propria, in un unico codice, uniforme per testo, scrittura e decorazione, così come la decisione di abbandonare la grafia in uso a Roma, la cosiddetta romanesca, in favore della più “europea” carolina, deve essere visto come un ulteriore segno della volontà di rendere la Bibbia atlantica portatrice di un patrimonio sovranazionale reso possibile dalla Riforma gregoriana e dai suoi pontefici.
Questo fenomeno di abbandono della grafia locale in favore della carolina, si verificherà anche in quelle altre regioni europee in cui permanevano, ancora dopo il Mille, le antiche grafie locali di origine altomedievale – Irlanda, Inghilterra e Spagna – contemporaneamente alla diffusione di Bibbie di tipo atlantico provenienti da Roma. L’intenzione era quindi quella di diffondere, a partire da Roma, un modello prestabilito che fosse il vessillo della nuova Chiesa riformata”.

Il legame tra miniatura e affresco
Le Bibbie Atlantiche sono il prodotto di una cultura raffinata capace, da un lato, di guardare all’antico e, dall’altro, di influenzare il nuovo.
Così, come evidenziò a più riprese Pietro Toesca, troviamo similitudini tra le immagini delle Bibbie Atlantiche e lo stile di diversi cicli di affreschi sacri tra Roma, Lazio e Umbria. Addirittura queste similitudini possono essere individuate negli affreschi delle due basiliche di Saccargia e Galtellì in Sardegna. Proprio a riprova di come queste bibbie venissero diffuse da Roma verso i l’Italia e l’Europa quale strumento di osmosi culturale.
Viceversa, queste bibbie trovavano dal punto di vista artistico anche ispirazione nei secoli precedenti. Tra i possibili modelli la Bibbia di Carlo il Calvo, realizzata a Tours nel IX secolo. Questa è oggi custodita nella Biblioteca Nazionale di Francia ma era un tempo di proprietà del monastero di San Paolo fuori le Mura a Roma.
Se volete leggere l’articolo di Pietro Toesca, cliccate Miniature Romane nei secoli XI e XII (9MB)
La Bibbia del Pantheon

Custodita presso la Biblioteca Apostolica Vaticana (codice Vat. lat. 12958), la Bibbia del Pantheon è un suntuoso esemplare della sua specie. Deve il suo nome per essere stata di proprietà della chiesa in questione nel XV secolo. Lo si evince da una nota nel libro che afferma: “haec est biblia ecclesie beate Marie rotunde de urbe”.
Probabilmente, tra tutte le Bibbie Atlantiche è quella che contiene il maggior numero di miniature. Ne ha due a pagina intera: la Genesi e le Storie di Giacobbe e di Mosè. Diverse occupano a tutta larghezza la parte superiore della pagina e a queste ne vanno aggiunte numerosissime più piccole e gli elaborati capilettera.
Le immagini sono caratterizzate dalla ricercatezza delle vesti e delle stoffe. Dalla capacità di raccontare e dal dinamismo.
A tal proposito credo che tra tutte spicchi la miniatura di Giuditta e Oloferne dove la prima è ritratta nello slancio del colpo mortale già brandendo la testa del secondo per i capelli. Spicca in particolar modo la trasparenza della veste che lascia intravedere la sagoma della gamba sinistra.
Se volete sfogliare digitalmente la Bibbia del Pantheon, cliccate QUI
Approfondimenti: antichi testi sacri miniati
Se volete approfondire l’argomento, potete leggere:
- Virgilio Romano (metà VI secolo)
- Sacramentario di Gellone (VIII secolo)
- Bibbia di Vivien (IX secolo)
- Vangeli di Ebbone (inizio IX secolo)
- Il Salterio di Parigi (X secolo, forse copia di testo più antico)






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