Città d'Arte, Slider home, Storia dell'arte

Castello del Buonconsiglio: gli Stucchi della Cappella

La volta della Cappella del Castello del Buonconsiglio a Trento, detta Cappella Clesiana o Domus Orationis, è decorata con un inaspettato soffitto a stucchi opera di Zaccaria Zacchi (1473-1544).

Gli stucchi della Cappella del Castello del Buonconsiglio

Nel soffitto è rappresentato Dio Padre che tiene a se con il braccio sinistro il Figlio. Intorno a lui, all’altezza delle spalle, quattro angeli mentre altre quattro creature angeliche si trovano più in basso due per lato.

Tutto intorno, lungo il perimetro della sala sono posizionate le statue degli Apostoli, degli Evangelisti e dei Dottori della Chiesa. Una serie di fregi incorniciano le nicchie dove sono posizionate le statue. delle venti originali ne rimangono sedici. Durante l’800 infatti la cappella venne adibita a fucina militare e le statue rimosse per esservi poi ricollocate dopo un restauro negli anni ’20 del ‘900.

Come si può ancora oggi constatare da quanto rimane delle superficie dipinte, le statue dovevano essere bianche, ad imitazione del marmo, e poste a contrasto con l’azzurro scuro delle nicchie e del soffitto.

stucchi cappella castello buonconsiglio zaccaria zacchi
Zaccaria Zacchi – Stucchi della Cappella, Castello del Buonconsiglio

Zaccaria Zacchi a Trento

Lo scultore era di famiglia volterrana ed il suo percorso artistico lo portò in diversi luoghi della Toscana, a Roma ed a Bologna. Probabilmente qui nel 1530, in occasione dell’incoronazione di Carlo V a Re d’Italia da parte di papa Clemente VII, conobbe Bernardo Cles, vescovo di Trento.

Scrive a tal proposito David Lucidi: “È nel corso di quell’anno che risalgono i primi contatti tra Zaccaria Zacchi e il vescovo trentino Bernardo Cles giunto a Bologna nelle vesti diplomatiche di rappresentante di Ferdinando d’Asburgo al tempo delle celebrazioni per la doppia incoronazione di Clemente VII e Carlo V. L’evento, accompagnato da un folto stuolo di artisti chiamati ad ornare con imponenti apparati celebrativi ispirati all’antica le vie della città offrì al prelato un’ottima occasione per selezionare quei personaggi che negli anni a seguire avrebbero dovuto ornare le stanze della sua preziosa dimora trentina in costruzione da già due anni.

stucchi cappella castello buonconsiglio

Tra questi, al fianco dei pittori Dosso Dossi e Girolamo Romanino, fece la sua comparsa anche Zaccaria Zacchi, giunto a Trento tra la fine del 1530 e gli inizi del 1531, rimanendovi costantemente almeno fino a tutto il 1534. Tracce del suo operato si rintracciano attualmente in almeno tre luoghi, denominati Domus Orationis, Stua delle figure e Fontana dei Leoni, decorati con elementi architettonici e sculture in terracotta di soggetto sia religioso che profano”.

Comunque sia quello tra Zacchi ed il principe-vescovo Bernardo Cles non fu idilliaco. Lo scultore chiedeva al vescovo nuove commissioni ma era nel frattempo in perenne ritardo sulle consegne. Il vescovo gli scriveva continue lettere di rimprovero: era chiaro che non sarebbe stata una relazione di lungo periodo…

Consigli di lettura

Se siete interessati ad approfondire ulteriori aspetti dell’arte e dei territori del Trentino e dell’Alto Adige, potete leggere:

Leave a Comment