cappella Chigi Santa Maria del Popolo Roma
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Santa Maria del Popolo: Bernini tra arte e fiction

La cappella Chigi a Santa Maria del Popolo a Roma è un gioiello di arte rinascimentale e barocca ma è anche stata prescelta da Dan Brown nel suo romanzo “Angeli e Demoni”, pubblicato in Italia nel 2004, come il primo dei quattro “altari della scienza”, ognuno dei quali è associato ad uno dei quattro elementi naturali (terra, acqua, vento e fuoco).

La Cappella Chigi a Santa Maria del Popolo

La cappella Chigi è la seconda cappella della navata sinistra nella basilica romana. Agostino Chigi, banchiere papale di origine senese, commissionò a Raffaello una nuova cappella per la sua famiglia, dopo che l’artista aveva già lavorato per lui nella Villa Farnesina. Il Sanzio disegnò l’architettura a pianta centrale e curò i cartoni per i mosaici della cupola. L’opera venne avviata nel 1513-1514 dal Lorenzetto e completata da Gianlorenzo Bernini solo nel 1652-1656 per l’allora cardinale Fabio Chigi, della stessa casata del banchiere Agostino, assurto al soglio pontificio nel 1655 con il nome di papa Alessandro VII.

Il pavimento della cappella ha al centro un commesso marmoreo che riporta la scritta “Mors ad caelos“, da alcuni detta anche “Morte alata”, suggestiva tarsia su disegno del Bernini. Le lettere maiuscole nella citazione riprendono la data di realizzazione in numeri romani: MDCL (1650). Nelle lunette della volta si trovano pitture dell’artista senese Francesco Vanni. Sopra l’altare la Nascita della Vergine iniziata da Sebastiano dal Piombo e terminata da Francesco Salviati.

Gianlorenzo Bernini Mors ad celos
Gian Lorenzo Bernini – Mors ad celos

L’angelo del Bernini indica la via ad Abacuc ed al Prof. Longdon

bernini statua abacuc angelo
Bernini – Abacuc e l’Angelo

La cappella in Santa Maria del Popolo ospita due splendide statue del Bernini che raffigurano Abacuc e l’Angelo (1656-1661) e Daniele e il leone (1655-57). Anticipano quelle della Maddalena e di San Girolamo dello stesso Bernini, scolpite tra il 1661 ed il 1663, che il papa Alessandro VII Chigi vorrà pochi anni dopo per la Cappella del Voto nel Duomo di Siena.

Le due statue berniniane, seppur poste agli estremi della cappella, sono tra loro collegate per un episodio biblico.

Si legge nell’Antico Testamento che Abacuc stava portando una cesta di vimini contenente una zuppa di pane a dei mietitori. Un angelo «lo afferrò per i capelli e con la velocità del vento lo trasferì in Babilonia e lo posò sull’orlo della fossa dei leoni» dov’era confinato Daniele, il quale non voleva rinnegare la sua fede cristiana. «

Gridò Abacuc: Daniele, Daniele, prendi il cibo che Dio ti ha mandato!». Daniele potè così sfamarsi, «mentre l’angelo di Dio riportava subito Abacuc» in Giudea. Bernini raffigura l’angelo mentre indica ad Abacuc la direzione per Babilonia.

statua Bernini Daniele nella fossa dei leoni
Bernini – Daniele nella fossa dei leoni

Giuseppe Riccardo Guerrieri

Laureato in Scienze Politiche a “La Sapienza” di Roma e Master in Business Administration alla Scuola di Amministrazione Aziendale di Torino, Giuseppe Riccardo Guerrieri ha sempre abbinato alla sua attività di manager e consulente nel campo della direzione del personale la passione per la storia dell'arte. Ancora ventenne scrive per “Aeroporti nel Mondo” e collabora occasionalmente con “Paese Sera” e “La Voce Repubblicana”. Consegue nel 1981 l'iscrizione all'Ordine dei Giornalisti – Elenco Pubblicisti del Lazio e del Molise. Guida Turistica dal 2015, alterna al suo impegno di Human Resources Temporary Manager l'accompagnamento di gruppi di turisti italiani e stranieri nelle Terre di Siena, territorio ricco di storia e bellezze artistiche che ha eletto come sua patria d'adozione.

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