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Caravaggio: la Madonna dei Pellegrini

Troverete la Madonna dei Pellegrini nella prima cappella della navata di sinistra della Basilica di Sant’Agostino. Ad un passo da Piazza Navona, da San Luigi dei Francesi e da quei luoghi che Caravaggio frequentava nella sua vita di ogni giorno.

Probabilmente, vi sorprenderà proprio questo, cioè il fatto di trovarvi di fronte ad una scena di vita quotidiana piuttosto che ad una scena sacra.

I due pellegrini, sporchi e poveramente vestiti, sono inginocchiati di fronte alla Madonna. Questa è sulla porta di una casa, la spalla sinistra (forse) con leggerezza appoggiata allo stipite. La soglia e il riquadro incorniciano la Vergine e l’innalzano al di sopra delle figure inginocchiate ma lasciano anche intravedere un muro sbrecciato che avrebbe bisogno di qualche riparazione. Dunque una scena non ricca.

La Madonna del Caravaggio

caravaggio madonna del pellegrino roma chiesa sant'agostinoLa Vergine è però bellissima. I capelli raccolti e le spalle nude danno modo al viso di emergere. Un’espressione di grande dolcezza, lo sguardo chino verso i pellegrini, la bocca perfetta, il naso greco, le sopracciglia eleganti.

Indossa una casacca di un rosso cupo. La manica sinistra che finisce nel bianco del polso della camicia è un grande momento di pittura. Da assaporare con attenzione. Il velo arancione che le cinge la spalla sinistra non è da meno.

Poi la lunga gonna violacea ed il panno bianco (il bianco di Caravaggio) con cui avvolge la schiena del Bambino e dà luce a quella parte di scena. Non perdete i capelli di Gesù: biondi, finissimi, sono un capolavoro nel capolavoro.

Quella della Madonna è una bellezza terrena, quotidiana. Di quelle che è possibile vedersi venire incontro girando un angolo di strada.

Sulla modella del Caravaggio si è detto molto, anche circa la sua professione. Di certo sappiamo che si trattava di Maddalena Antognetti, detta Lena, una delle modelle preferite del Merisi e legata a lui certamente da amicizia e da una frequentazione costante, almeno nei primi anni del ‘600.

 

Lena e l’assalto al notaio

Lena fu anche la probabile causa dell’assalto che Caravaggio, la notte del 29 luglio 1605, rivolse ad un certo notaio Mariano Pasqualone, funzionario degli uffici delcaravaggio madonna del pellegrino roma chiesa sant'agostino cardinale vicario di Roma. Non esiste una versione certa delle ragioni, ma un’ipotesi plausibile è che il poveretto fosse latore di una diffida di “ordine pubblico” a Lena e/o a Caravaggio per una condotta di vita non canonica, forse con il divieto di frequentarsi, e che la reazione del pittore sia stata quella nota.

Sappiamo invece per certo che Lena nel 1602 aveva avuto un figlio che nel 1606 avrebbe avuto quattro anni. Potrebbe essere lui il modello per il Bambino sia qui che nella Madonna dei Palafrenieri. In effetti, da più parti si è evidenziato come – rispetto all’iconografia classica – siamo in presenza di un Gesù Bambino alquanto grandicello.

Ovviamente le situazioni sono completamente diversa, ma merita di mettere a confronto la posizione della testa della Vergine con quella del Cristo nella Flagellazione del Museo di Capodimonte. Lo stesso modo di reclinare il capo sulla spalla sinistra e la medesima sensazione di tristezza (assai più drammatica nella Flagellazione).

I pellegrini: il vero del Caravaggio

I due pellegrini sono in ginocchio, in preghiera. Le mani perfette. I visi, nel chiaroscuro, resi in maniera memorabile. Come le rughe e l’orecchio della pellegrina con il fazzoletto bianco, ormaicaravaggio madonna del pellegrino roma chiesa sant'agostino sporco, con le sue mille pieghe avvolto intorno al capo.

Molto si è detto sui piedi del pellegrino e sul loro verismo. E anche sull’accoglienza che dovettero avere da parte dei committenti. Ma il punto che trovo interessante è che nella Madonna dei Pellegrini Caravaggio insiste molto su questo arto. A volte nel bene, a volte nel male.

I piedi del pellegrino sono storia dell’arte ma, in realtà, la prima si era vista con il Martirio di San Pietro di Santa Maria del Popolo ed i piedi del personaggio in primo piano che alza la croce.

caravaggio madonna del pellegrino roma chiesa sant'agostinoCaravaggio non è però soddisfatto e, pochi anni dopo, nelle Sette Opere di Misericordia ritroviamo i due piedi del cadavere trascinato dal monatto a far bella mostra di sé.

I piedi del Bambino sono come debbono essere: leggeri, eleganti ed il pellegrino ne è in adorazione.

E’ nei piedi della Vergine che invece Caravaggio si trova a disagio (ammesso che siano suoi). Le Vergine è in punta di piedi. Ma il piede sinistro ha delle dita lunghe che non sembrano opera del pennello del Merisi e quello destro è come in una posizione innaturale.

Caravaggio Madonna dei Pellegrini: la storia

caravaggio madonna del pellegrino roma chiesa sant'agostinoL’opera data tra il 1604 ed il 1606. Committente il marchese bolognese Ermete Cavalletti che, in realtà muore prima che l’opera sia compiuta (probabilmente nel 1603). Il 4 settembre 1603 aveva acquistato la cappella nella chiesa di Sant’Agostino e, dunque, l’opera venne in realtà fatta eseguire dalla moglie Orinzia di Jacopo de’ Rossi.

Ermete Cavalletti era particolarmente devoto alla Madonna di Loreto e, dunque, la porta della casa sulla quale si trova la Vergine potrebbe essere la Santa Casa di Loreto dove, peraltro, il Cavalletti si era recato esso stesso in pellegrinaggio.

Un aspetto prosaico. Dopo che vi siete fatti venire il torcicollo cercando di guardare le tele di Caravaggio a San Luigi dei Francesi ed a Santa Maria del Popolo, Sant’Agostino rappresenterà un’opportunità ben migliore.

Innanzitutto la tela è di fronte al visitatore posta non troppo più in alto, poi la distanza non è eccessiva. L’illuminazione (portatevi due euro!) è adeguata e, rispetto alle chiese appena citate, i visitatori sono di meno.

Dunque, non perdete la bellissima Lena.

 

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ stato membro dell'esecutivo di ANISAP Lazio e consigliere d’amministrazione di reti e raggruppamenti d’imprese. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.