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Caravaggio: un Suonatore di Liuto per due cardinali

Il tema della musica è ben presente nei primi anni di Caravaggio: conosciamo infatti tre versioni del Suonatore di Liuto a cui si aggiungono i Musici del Metropolitan Museum di New York ed il famoso angelo musicante del Riposo durante la Fuga in Egitto.

Caravaggio Suonatore di Liuto

Dicevamo che del Suonatore di Liuto conosciamo tre versioni ritenuta autografe. Una in collezione privata a Roma. Le altre due rispettivamente al Metropolitan Museum ed all’Hermitage di San Pietroburgo. Tutte e tre si collocano intorno alla metà dell’ultimo decennio del ‘500.

Caravaggio il Suonatore di Liuto: storie parallele

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Caravaggio – Suonatore di Liuto del Monte

Per le tre versioni del Suonatore di Liuto citate possiamo veramente parlare di storie parallele. Siamo infatti negli stessi anni e negli stessi luoghi. Prendendo le mosse dalla cronologia ricostruita da Maurizio Marini, il primo suonatore (quello in collezione privata) potrebbe essere stato dipinto da Caravaggio mentre si trovava ancora in casa di monsignor Fantino Petrignani, tra il 1594 ed il 1595.

In quella fase ha tra i suoi clienti la famiglia Vittrici e per loro dipinge anche una delle due versioni della Buona Ventura (quella del Louvre) e lo straordinario capolavoro della Deposizione dei Musei Vaticani.

Infatti, nell’inventario dei beni di Alessandro Vittrici (stilato nel 1650 dopo la sua morte) è riportata una tela che potrebbe fare al caso nostro. Vi si legge infatti: “un quadro grande di una donna vestita di Diana che sona il cimbalo cornice arabescata m [an] o de Caravaggio”.  Noi oggi siamo ormai abituati a considerare il suonatore ritratto al maschile (diciamo così). In realtà, la figura ha una grazia femminile, un’acconciatura dei capelli (forse una parrucca) difficilmente classificabile (tra l’altro fermati da un nastro) ed una camicia dalla profonda scollatura. Infine, il ricciolo sulla fronte potrebbe essere una falcetta di luna attributo di Diana.

I cardinali vicini di casa

Dalla residenza di monsignor Petrignani, Caravaggio si trasferì in quella di uno dei suoi maggiori mecenati: il cardinale Francesco Maria Bourbon del Monte.

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Caravaggio – Suonatore di Liuto Giustiniani

Il potente prelato risiedeva a Palazzo Madama, l’attuale sede del Senato, per capirci. Subito alle sue spalle, sull’attuale via della Dogana Vecchia, sorge e sorgeva Palazzo Giustiniani. Ovvero la residenza di altri due grandi committenti del Merisi: il marchese Vincenzo Giustiniani e suo fratello, il cardinale Benedetto.

Il cardinale del Monte era l’ambasciatore dei Medici a Roma. Vincenzo Giustiniani era un ricco banchiere e suo fratello Benedetto un cardinale con sette conclavi all’attivo. Tra di loro rapporti stretti e una comune passione per l’arte.

Com’è noto, poi, Francesco del Monte era un amante della musica sulla quale Vincenzo Giustiniani scrisse anche un trattato. Egli fu inoltre il committente dei Musici oggi al Metropolitan Museum e evidentemente – se la cronologia del Mancini è corretta – conosceva certamente benissimo il Suonatore di Liuto dei Vittrici.

Il Suonatore di Liuto del Monte: il cerchio si chiude

Infatti, il cardinal del Monte chiese al Caravaggio di dipingere (anche?) per lui il Suonatore di Liuto. Una tela di identica iconografia di quella (chiamiamola) Vittrici era infatti in suo possesso ed inclusa nell’inventario dei suoi beni post mortem. Nel 1628 viene venduto dagli eredi di Francesco del Monte al cardinale Antonio Berberini. Per diversi secoli resta di proprietà di questa famiglia (il barone Camuccini lo attesta a Palazzo Barberini nel 1817). Qui, nel 1939, viene venduto alla società Wildenstein & Co. Questa lo concede a sua volta in deposito al Metropolitan Museum di New York dove ancora oggi lo ammiriamo.

Il Suonatore di Liuto Giustiniani

Per certo sappiamo dall’inventario delle proprietà del marchese Vincenzo Giustiniani che questi possedeva “… un quadro sopraporto con una mezza figura di un giovane che suona un leuto con diversi frutti e fiori e libri di musica…”. Quando la collezione Giustiniani venne dispersa, la tela venne acquistata a Parigi nel 1808 dal Museo dell’Hermitage.

I madrigali di Jacques Arcadelt

Ad aiutarci a collocare ancora meglio il dipinto di Caravaggio realizzato per i Giustiniani nel suo ambiente ci aiutano gli spartiti musicali in esso rappresentati. Infatti, i libri di musica posti sul tavolo sono relativi ad alcuni madrigali del compositore fiammingo Jacques Arcadelt (1507-1568). Proprio Vincenzo Giustiniani nel suo “Discorso sopra la musica” afferma di essersi interessato alle composizioni di questo autore. In più egli dimostra particolare attenzione al liuto che considera uno strumento tale da richiedere una tecnica particolarmente raffinata.

Merita anche osservare nel Suonatore di Liuto Giustiniani come nello spartito sia ben in evidenza una capolettera “V”, forse non casualmente come “Vincenzo”.

Viceversa, anche nel caso del Suonatore di Liuto del Monte possiamo risalire all’autore dello spartito. Si tratta di un madrigale tratto dal Canzoniere di Petrarca e musicato da Francesco Layolle (1492-1540) dal titolo Lassar il velo.

L’iconografia

bacco caravaggio uffizi firenzeIn realtà, sebbene di soggetto identico, le tele del Monte e Giustiniani sono assai diverse tra loro. Mentre nella prima predominano gli strumenti (un flauto dolce e uno spinettino a parte il violino presente in entrambe), nella seconda Caravaggio ricorda quanto appreso alla bottega del Cavalier d’Arpino e da sfoggio delle sue capacità di realizzare nature morte di qualità assoluta.

Viceversa, Il suonatore di Liuto del Monte ha dalla sua la ricercatezza del tappeto orientale disteso sul tavolo e del fiocco della cinta che lega in vita il suonatore visibile sulla destra (guardando).

In ambedue i casi il modello dovrebbe essere l’amico e collega Mario Minniti (1577-1640) vicino a Caravaggio in quegli anni romani. Siracusano, tornato in patria nel 1606, aiuterà il Merisi fuggitivo da Malta a trovar rifugio all’Ortigia e (forse) anche ad avere la commissione della Sepoltura di Santa Lucia.

A Palazzo Madama, dove Francesco del Monte risiedeva, il Suonatore di Liuto e i Musici ornavano il camerino della musica del cardinale. Questi, peraltro, possedeva una raffinata collezione di strumenti musicali: forse proprio quelli presi a modello dal Caravaggio.

Secondo la ricostruzione di Maurizio Marini, dello stesso camerino poteva anche far parte il magistrale Bacco coronato di pampini degli Uffizi. Che dire: in ogni epoca c’è chi può…

 

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ stato membro dell'esecutivo di ANISAP Lazio e consigliere d’amministrazione di reti e raggruppamenti d’imprese. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.

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