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Carole Feuerman: la percezione del corpo

La forza e l’impatto visivo delle sculture di Carole Feuerman sono assolutamente fuori discussione. Ed anche quale sia il focus, il punto di caduta della sua arte: il corpo umano nella nostra percezione moderna, occidentale, assolutamente naturale ed immediata.

Un corpo che Carole Feuerman esalta nella sua perfezione, anche atletica, si pensi alle sue nuotatrici, ma che racconta anche attraverso la narrazione degli stati d’animo delle persone ritratte: gioia, serenità, felicità ma anche sofferenza e preoccupazione.

carole feuerman mona lisa
Carole Feuerman – Mona Lisa, 2013

Carole Feuerman: il corpo umano come fulcro della ricerca

Ha scritto lo storico dell’arte Demetrio Paparoni nella prefazione al catalogo della mostra Carole Feuerman. La Voce del Corpo (Roma, Palazzo Bonaparte, 2025):
“Il corpo umano, frammentato o nella sua interezza, è il fulcro della ricerca espressiva di Carole Feuerman. Attraverso la rappresentazione del corpo, l’artista articola il suo dialogo più profondo con la condizione umana contemporanea, trasformando la superficie della pelle in una mappa complessa di significati che vanno ben oltre la mera rappresentazione fisica.

La fedeltà a una visione del corpo come medium comunicativo, centrale nell’arte degli anni Sessanta e Settanta, stabilisce una continuità tra i primi disegni dell’artista, i frammenti di corpo di inizio carriera, e i più recenti frammenti di corpo tatuati, un percorso a tappe che trova il suo momento topico nelle sculture di bagnanti e di atleti”.

Forse proprio questa immediatezza, questa semplicità di fruizione rendono le sculture di Carole Feuerman così godibili fin dal primo istante.

Se vuoi approfondire la mostra delle Nuotatrici di Carole Feuerman alla Biennale di Venezia del 2017, clicca QUI.

Tra frammenti e intero

In cinque decenni d’arte Carole Feuerman ha raccontato il corpo umano da ogni angolazione ed individuando di volta in volta il particolare o l’intero che meglio si prestassero ai suoi fini.

Così, le opere della scultrice americana raccontano particolari del nostro corpo o figure semi intere fino a sculture in scala più che reale.

Carole Feuerman En-2-0278
Carole Feuerman – En-2-0278

Osserva sempre Demetrio Paparoni: “Il corpo frammentato che caratterizza soprattutto le opere degli anni Settanta di Feuerman non è un corpo diminuito, ma paradossalmente vede potenziata la sua capacità espressiva e la sua centralità nella poetica dell’artista.

Con questa scelta stilistica, che si inseriva nelle dinamiche del postmodernismo, Feuerman si proponeva di sottolineare che il corpo non ha necessità di essere completo per essere significativo. L’incompletezza diventa, così, una strategia narrativa che sollecita l’immaginazione dello spettatore e trasforma ogni frammento in un catalizzatore di significati.

Il corpo porta impressi i segni delle nostre storie, di traumi, di trionfi, di sconfitte, di cambiamenti. Una cicatrice può rappresentare un momento di debolezza superato, trasformandosi in un simbolo di resilienza nella propria mitologia personale. Un accessorio, come una scarpetta a punta o una cuffia da nuotatrice, svela sicuramente qualcosa di chi lo indossa”.

Carole Feuerman – Innertube

EN 2-1278

Se le nuotatrici di Carole Feuerman parlano di bellezza, potenza, forza, la scultrice lavora peò anche a temi molto più drammatici legati all’acqua. E questi temi con il tempo evolvono in forme diverse. E’ il caso di EN 2-1278 (1981) che qualche anno dopo diverrà Innertube (1984) per poi trasformarsi completamente in un’immagine mondana con Survival of Serena del 2022.

Racconta la stessa Feuerman: “Dopo aver realizzato la scultura della nuotatrice, spostai la mia attenzione verso altri temi legati all’acqua e, nel 1981, creai un’opera intitolata EN 2-1278. Mi ispirai alle mie esperienze a Key West, dove assistetti a una scena straziante: immigrati cubani alla deriva su zattere di fortuna e camere d’aria rischiavano la vita in cerca di libertà.

Questa scultura presenta una camera d’aria, macchiata e circondata da acque torbide, simbolo della lunga lotta e della disperazione di chi galleggia per giorni in condizioni di pericolo. Una mano maschile stringe il braccio di una donna, evocando domande complesse: sta annegando? Sta cercando di salvarla? Sono uniti nella loro sofferenza o si tratta di un momento di disperazione?”

Carole Feuerman – Survival of Serena, 2022

L’evoluzione verso il tatuaggio

Le più recenti opere di Carole Feuerman si incentrano attorno ai tatuaggi. Li raccontano, magistralmente dal punto di vista dell’esecuzione, su busti che ci riportano indietro ai frammenti di corpo degli esordi dell’atista.

Del resto un tatuaggio è proprio l’espressione del desiderio di una persona di raccontare al mondo qualcosa di se stesso, usando il suo corpo a tal fine. Dunque una soluzione vicina al sentire della Feuerman.

“Anche i tatuaggi rappresentano tentativi di riscrivere la propria narrazione corporea, – ha scritto sempre Demetrio Paparoni – di marcare passaggi importanti della propria vita, di portare alla luce aspetti della personalità o dell’identità, di esprimere la percezione che si vuol dare di sé o che si ha di sé.

Il tatuaggio diventa un significante che si iscrive sulla carne, un modo per dire qualcosa di sé che non può essere detto attraverso le parole. È proprio per questa loro capacità di dare voce al corpo con la loro presenza fortemente caratterizzante che Feuerman li ha inseriti nelle sue sculture, prevalentemente torsi o busti incompleti, che sembrano emergere dalle pareti.

Protagonista assoluto di un’indagine artistica che lo pone al centro di ogni riflessione sulla condizione umana contemporanea, il corpo ha dato e continua a dare a Feuerman la possibilità di esplorare temi universali come la ricerca dell’armonia, la lotta per la sopravvivenza, l’affermazione dell’identità femminile e la consapevolezza della fragilità esistenziale. È il segno attraverso cui Feuerman comunicala complessità dell’esperienza umana”.

Carole A. Feuerman: biografia

Carole Feuerman – Angelica Rear with tatoo

Carole A. Feuerman (1945) è una scultrice superrealista americana la cui carriera si estende per cinque decenni. Attualmente vive e lavora a New York.

Alla fine degli anni Sessanta, Feuerman realizzava illustrazioni 3D per copertine di riviste e libri di tour mondiali, con opere dedicate a rockstar come i Rolling Stones e Alice Cooper. Nel 1975, ha realizzato ilsuo primo calco dal vero per la copertina della rivista National Lampoon. Nel 1976, ha iniziato a creare opere sensuali e frammentate, aggiungendo una nuova dimensione di complessità controversa alla sua arte.

Ha continuato a lavorare con frammenti fino ai primi anni 2000. Influenzata dal pensiero post modernista, ha abbandonato il frammento per dedicarsi alla creazione di sculture realistiche a figura intera. Ha realizzato dipinti a olio, stampe, fotografie, videoarte e opere in bronzo fuso con sabbia. È particolarmente conosciuta per le sue sculture di nuotatrici, realizzate sia per ambienti interni che esterni.

Nel 2011, ha fondato la Carole A. Feuerman Sculpture Foundation per sostenere artisti sottorappresentati attraverso mostre, tirocini, residenze, borse di studio educative e iniziative archivistiche. Recentemente, ha donato due sculture monumentali per contribuire alla creazione di un parco di sculture presso il Medici Museum di Warren, in Ohio.

Alessia Gerli

Alessia Gerli ha studiato grafica all'IED di Roma ha esordito occupandosi di editoria nella rivista che ha raccontato la musica negli anni 80 e 90, Ciao 2001. In oltre vent'anni di attività si ė occupata di grafica pubblicitaria a tutto tondo, disegnando loghi e campagne. Appassionata calligrafa e amante dell'arte in tutte le sue diverse espressioni, da sempre ricerca la contaminazione tra questi mondi come fonte di ispirazione per i suoi progetti grafici.

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