gosian Roma ospita Equivalenze, una mostra di nuove sculture di Giuseppe Penone. Fin dagli esordi nel movimento dell’Arte Povera, il lavoro di Penone si è contraddistinto per il coinvolgimento attivo con la natura e il tempo attraverso la consapevolezza del potere rivelatore dell’arte.
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I Cartoni del ‘900 italiano a Bologna
La mostra Cartoni. Disegni smisurati del ‘900 italiano propone ben 20 cartoni preparatori di grandi maestri del ‘900 italiano. Tra questi Adolfo De Carolis, Mario Sironi, Duilio Cambellotti, Giulio Bargellini, Achille Funi, Gino Severini, Galileo Chini, Publio Morbiducci, Achille Capizzano, Ottone Rosai.
Francesco del Drago al Museo Bilotti di Roma
A Francesco del Drago (nato a Roma nel 1920 e morto a Filacciano – feudo della sua famiglia – nel 2011) il Museo Carlo Bilotti dedica la prima retrospettiva organizzata dopo la sua morte.
Il Museo Universale in mostra alle Scuderie del Quirinale
Il Museo Universale. Dal sogno di Napoleone a Canova è la mostra che le Scuderie del Quirinale di Roma dedicano all’epopea delle opere d’arte italiane sottratte da Napoleone alla fine del ‘700 e poi riportate in Italia esattamente due secoli fa grazie all’intervento del Papa e di un suo ambasciatore d’eccezione, Antonio Canova.
Clicca per il VIDEO Valter Curzi – mostra Museo Universale Scuderie Quirinale
Le sottrazioni di Napoleone
Curata di Valter Curzi, Carolina Brook, Claudio Parisi Presicce la mostra rievoca un fatto storico preciso. Infatti, tra il 1796 e il 1814, durante le campagne militari francesi, molte delle più importanti opere delle collezioni italiane furono portate da Napoleone Bonaparte verso il nascente Museo del Louvre.

Con il Congresso di Vienna lo Stato Pontificio e le molte amministrazioni locali della Penisola, ottennero la restituzione delle opere. Esse rientrarono a Roma nella primavera del 1816 favorendo poi l’apertura di musei che ancora oggi sono tra le realtà italiane più significative. E’ il caso della Pinacoteca di Brera, delle Gallerie dell’Accademia di Venezia o della Pinacoteca di Bologna e della Galleria Nazionale dell’Umbria.
Il Museo Universale in mostra alle Scuderie del Quirinale
Il pubblico potrà ammirare capolavori celeberrimi come il Ritratto di Papa Leone X con i cardinali Giulio de Medici e Luigi de Rossi di Raffaello, proveniente dalle Gallerie degli Uffizi di Firenze, la Strage degli innocenti di Guido Reni dalla Pinacoteca di Bologna, la monumentale Assunzione della Vergine di Tiziano dal Duomo di Verona.
E poi il Compianto su Cristo morto di Correggio e la Deposizione di Annibale Carracci dalla Galleria Nazionale di Parma, la Cattedra di San Pietro di Guercino dalla Pinacoteca di Cento, Il Battista tra quattro Santi di Perugino dalla Galleria Nazionale dell’Umbria.
Saranno presenti in mostra modelli assoluti della statuaria classica come la Venere capitolina, dai Musei Capitolini, o il Giove di Otricoli dai Musei Vaticani. Sarà eccezionalmente esposto il Monumento funebre a Guidarello Guidarelli di Tullio Lombardo, leggendario capolavoro della scultura rinascimentale concesso per la prima volta in prestito dal Museo d’Arte di Ravenna.
Il Museo Universale. Dal sogno di Napoleone a Canova
Scuderie del Quirinale
Via XXIV Maggio 16, Roma
16 dicembre 2016 – 12 marzo 2017
a cura di Valter Curzi, Carolina Brook e Claudio Parisi Presicce
Orari: Domenica – giovedì dalle 10.00 alle 20.00; Venerdì e sabato dalle 10.00 alle 22.30 La biglietteria chiude un’ora prima
Ingresso Intero € 12,00 – Ridotto € 9,50
Info T. 06 39967500 – www.scuderiequirinale.it
Le Ceramiche di Picasso in mostra a Campobasso
L’Intimità del Genio. Le ceramiche di Picasso a Campobasso presso Palazzo Gil racconta le ceramiche e le grafiche di Picasso, con circa 200 opere in mostra. Un Picasso inedito, sorprendente, intimo.
Artemisia Gentileschi al Museo di Roma
Clicca per il VIDEO: Artemisia Gentileschi – Intervista con Francesca Baldassarri
Artemisia Gentileschi e il Suo Tempo al Museo di Roma a Palazzo Braschi è una mostra che merita senz’altro la visita. E’ una passeggiata nei primi cinquant’anni del ‘600 a Roma, Firenze e Napoli seguendo i passi di Artemisia Gentileschi (1593-1653) e nell’arte italiana di quel periodo.

Così, ai grandi capolavori di Artemisia Gentileschi fanno da corteo d’onore le opere degli artisti dai quali apprese la sua arte, il padre Orazio Gentileschi in primis, ed i molti con i quali collaborò o comunque si configurarono vicendevoli influenze. A tal proposito, leggi Orazio Gentileschi: la Giuditta e Oloferne di Oslo
Una passeggiata, dunque, in una componente importante del ‘600 italiano, secolo profondamente influenzato da Michelangelo Merisi detto il Caravaggio (1571-1610) e di per se non all’altezza dei secoli che lo avevano preceduto.
Per approfondire la pittura di Caravaggio, cliccate di seguito per vedere tutti gli articoli pubblicati da ArtePiù Caravaggio: tutte le opere
Ma l’arte di Artemisia – che probabilmente aveva conosciuto personalmente Caravaggio che era in rapporti con il padre Orazio (del quale non perdete il bellissimo Davide e Golia) – sebbene un’arte di maniera e di committenza, ha una sua forza formidabile. Eroina femminista ante litteram per lo stupro subito (1611) dal pittore ed amico del padre Agostino Tassi ed il famoso processo che ne seguì, porta nei suoi quadri la forza della rivalsa contro la violenza subita.

Artemisia Gentileschi in mostra al Museo di Roma
Sono così opere splendide Susanna e i Vecchioni (1610) e la Giuditta e Oloferne (degli Uffizi di Firenze). In quest’ultima opera, ma non solo, è evidente la ricerca di lasciarsi alle spalle attraverso la rappresentazione della violenza quanto subito: a riprova, basti il Giaele e Sisara o la Medea con il vibrante braccio destro che impugna l’arma pronta a colpire.
Le opere di Artemisia Gentileschi si susseguono così nelle sale di Palazzo Braschi di capolavoro in capolavoro. Il suo autoritratto come suonatrice di liuto, la Danae, gli importanti ritratti quali la Dama con il Ventaglio. La mostra ripercorre anche i cambiamenti nella pittura di Artemisia: dal caravaggismo in chiaro all’arricchimento della sua tavolozza, il gusto per i costumi, la raffinatezza appresa durante il periodo fiorentino, i grandi ritratti.
Le opere dei suoi contemporanei, spesso, oltre a raccontare il mondo artistico nel quale si muoveva, danno ancor maggior conto della ben diversa forza della sua arte.
La mostra nasce da un’idea di Nicola Spinosa ed è curata dal medesimo Spinosa per la sezione napoletana, da Francesca Baldassari per la sezione fiorentina e da Judith Mann per la sezione romana.
Sempre su Artemisia Gentileschi, puoi leggere:
- Caravaggio e Artemisia: la sfida di Giuditta a Palazzo Barberini
- Da Artemisia a Hackert: una collezione degna di una reggia
Artemisia Gentileschi e il Suo Tempo
Museo di Roma – Palazzo Braschi
fino al 7 Maggio 2017
ingresso da Piazza Navona, 2 e da Piazza San Pantaleo, 10
Info T. 06 0608
www.museodiroma.it
Spazio di Materia: Alberto Burri in mostra a Città di Castello
Alberto Burri: lo Spazio di Materia – tra Europa e U.S.A. a Città di Castello presso gli Ex Seccatoi del Tabacco (24 settembre 2016 – 6 gennaio 2017) è una vasta ricognizione rispetto alle tendenze dell’arte contemporanea del secondo dopoguerra del XX secolo ricollegabili all’arte di Burri sia in quanto tematicamente antecedenti ad essa o perché contenenti aspetti dialettici di evidente influenza.
A Osimo le Stanze Segrete di Vittorio Sgarbi
La mostra “Tiziano, Lotto, Guercino: le stanze segrete di Vittorio Sgarbi” racconta la passione per il collezionismo di Vittorio Sgarbi e permette di ammirare 150 opere della collezione Cavallini-Sgarbi.
Piero Ceccaroni: ceramiche a Recanati
“Piero Ceccaroni, dipinti su ceramica” è la mostra che Recanati dedica al maestro ceramista, folignate di nascita ma fortemente legato a Recanati, presso il Museo Civico Villa Colloredo Mels. Le opere esposte si concentrano sugli anni 1980 – 1990, scelte dal curatore della mostra Stefano Papetti come le più rappresentative di questo periodo.
Benozzo Gozzoli a San Gimignano
La tavola di Benozzo Gozzoli con la Madonna col Bambino e angeli tra i santi Giovanni Battista, Maria Maddalena, Agostino e Marta può essere eletta a simbolo dei tre anni trascorsi dal maestro a San Gimignano.
