chicago Anish Kapoor Cloud Gate
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Chicago Urban Art: le statue

Risale al 1967 la prima installazione pubblica di una scultura a Chicago. E la scelta cadde su un maestro certamente molto rappresentativo per l’arte del XX secolo: Pablo Picasso.

Pablo Picasso a Daley Plaza

La grande statua di ferro – oltre 15 metri per circa 150 tonnellate di peso – è ancora lì, a Daley Plaza di fronte al Pablo Picasso Daley Plaza Chicago statue arte pubblicaRichard J. Daley Center. Potreste trovarla circondata dai camioncini dei venditori di fast food più o meno etnico (perché la piazza è molto frequentata per business) ma la statua di Picasso svetta comunque su qualsiasi ostacolo…

Il materiale è il medesimo del palazzo, acciaio Cor-Ten, e l’opera fu realizzata negli USA da un’azienda dell’Indiana.

Divertenti le opzioni disponibili su cosa rappresenti. Potrebbe trattarsi del “ritratto” di una modella di Picasso che colpì il maestro per il suo collo lungo e la sua coda di cavallo.

Viceversa, c’è chi invece sostiene che ad ispirare l’opera sia stato il levriero afgano di un amico di Picasso.

Flamingo: Calder tra i grattacieli

Alexander Calder Flamingo Chicago statue arte pubblicaA pochi isolati di distanza (50 W Adams St), nel 1974, arriva Flamingo, l’uccello rosso fuoco alto 16 metri disegnato da Alexander Calder (che si tratti di un uccello, ovviamente, è un’opinione personale). L’opera si colloca in un suggestivo contrasto con le superfici di acciaio scuro e vetro del Kluczynski Federal Building alle sue spalle. Questo è opera di Ludwig Mies van der Rohe (1886-1969), tra i fondatori del Movimento Moderno, che visse a Chicago l’ultima parte della sua vita.

Chicago Millennium Park: un contenitore d’arte

La maggior concentrazione di sculture si trova però nel Millennium Park che corre tra il lago e Michigan Avenue. Il ruolo di prima donna spetta probabilmente ad Anish Kapoor con il Cloud Gate (2006). L’opera è però più conosciuta come The Bean, il fagiolo.

Anish Kapoor Cloud Gate

La realtà è, come spesso accade, una via di mezzo: la scultura somiglia sì a un fagiolo ma l’arco alto circa 3.5 metri che la sottende fa sì che essa possa rappresentare anche una porta d’accesso alla città, un gate appunto.

Perché la forza del Cloud Gate è proprio il suo rapporto con la città e con il cielo. Infatti, questa forma di acciaio Anish Kapoor Cloud Gate millennium park chicago statue arte pubblicatirato a specchio lunga oltre 20 metri e alta più di 10 riflette tanto lo skyline di Chicago che le nuvole.

Dunque, l’opera muta il suo aspetto a seconda del lato da cui la si guardi e delle condizioni del cielo.

E’ un vero landmark di Chicago ed un’attrazione turistica significativa. Probabilmente, è anche il luogo dove si scattano più selfie di tutta la città.

Crown Fountain Chicago: tra fontana e installazione

Lo spagnolo Jaume Plensa con la sua Crown Fountain (2004) ha dotato Chicago di un’altra icona. A pochi metri Jaume Plensa Crown Fountain Chicago statue arte pubblicadaThe Bean, l’opera di Plensa si situa a metà strada tra una fontana e un’installazione. Sono certamente materici di due torrioni quadrati di 15 metri che si fronteggiano ad una trentina di metri di distanza tra di loro. Ma sono coperti di piccoli schermi talché su ciascuno si alternano le immagini dei visi di 1.000 cittadini di Chicago che hanno voluto far parte del progetto.

L’espressione di ciascun viso cambia e, quando socchiude le labbra, ne esce un getto d’acqua. A loro volta, un pulviscolo d’acqua circonda le torri. La Crown Fountain diventa così una spettacolare videoinstallazione.

Sullo sfondo i grattacieli di Chicago che si possono ammirare comodamente dalla lunga seduta di legno che delimita lo spazio. Per i bambini una formidabile occasione di sguazzare nell’acqua nei mesi caldi. Si consiglia, ovviamente, di vederla di notte.

Chakaia Booker e Ju Ming a Chicago

arte pubblica chicago statue millennum park chakaia bookerIl Millennium Park è un vero contenitore artistico e troverete opera di diversi artisti. E’ il caso di Chakaia Booker con tre sue sculture: Take Out, Déjà Vu e Gridlock. Quello che le rende del tutto particolari è il materiale: pezzi di tela di copertoni.

Questo ha fatto scrivere al New York Times: “i vecchi copertoni non muoino mai, si trasformano in opere d’arte”

Sulla sponda nord del fiume, sono invece installate ai piedi della torre dell’hotel Langham (Ama Plaza) la scultura di Ju Ming Living World Series Gentlemen (1996-2003).

L’opera, in bronzo, rappresenta undici figure di uomini d’affari con borse e trench ed i loro arte pubblica chicago statue Ju Ming Living World Series Gentlemenombrelli aperti. Si tratta di una delle tante opere che compone la lunga teoria delle Living World che Ju Ming ha avviato negli anni ’80. Sebbene l’opera di Chicago sia in bronzo, la forza dei tratti rivela gli inizi di Ju Ming che avvio la sua esperienza artistica scolpendo il legno.

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ stato membro dell'esecutivo di ANISAP Lazio e consigliere d’amministrazione di reti e raggruppamenti d’imprese. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.

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