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Chiesa di Sant’Ignazio: il miracolo dell’affresco

La chiesa di Sant’Ignazio di Loyola a Roma, affacciata sulla piazza dedicata al santo, tra via del Corso e Piazza del Pantheon custodisce un gioiello assoluto che, tra le tante bellezze della Città Eterna, potrebbe sfuggire: il grandioso affresco della Gloria di Sant’Ignazio con il suo incredibile gioco prospettico.

Quando varcherete la soglia di Sant’Ignazio, rimarrete stupefatti. Tenete presente che la chiesa è lunga 81 metri e larga 43. Sebbene l’affresco ne orni “solo” la navata, parliamo comunque di un affresco che Chiesa Sant'Ignazio Roma Affresco Volta(probabilmente) supera i 2.000 mq ponendosi come uno dei più vasti al mondo.

Ma ciò che lo rende straordinario è la resa prospettica. Infatti il suo autore – Andrea Pozzo, che lo dipinse tra il 1691 ed il 1694 – realizza, in pratica, un secondo edificio sacro (illusorio) che sormonta quello nel quale vi trovate.

Mi spiego meglio. Grazie ad una magistrale padronanza della prospettiva ed all’inserimento di elementi architettonici dipinti (archi, colonne, trabeazioni), Andrea Pozzo costruisce una seconda chiesa che si innalza illusoriamente sopra la prima. Se vi porrete sopra il disco di marmo giallo al centro della navata, l’effetto vi sarà evidente.

Merita sottolineare che il soffitto sul quale Andrea Pozzo realizza l’affresco è piatto.

Chiesa di Sant’Ignazio: l’affresco della navata

L’affresco della chiesa di Sant’Ignazio di Loyola celebra l’attività missionaria dei Gesuiti. Così, se al centro della rappresentazione è situato Cristo che, con un raggio di luce, colpisce il cuore di Sant’Ignazio che, a roma chiesa sant'igrazio affresco navata andrea pozzosua volta, lo irradia verso le altre figure, ciò che più attrae lo sguardo sono le rappresentazioni dei quattro continenti.

Esse sono poste due a due nei lati lunghi dell’affresco. Ciascun continente è raffigurato come una donna seduta su un diverso “destriero”. L’Europa con lo scettro su un cavallo, l’Asia su un cammello. L’Africa su un coccodrillo, l’America, una giovane indiana che brandisce la lancia, su un puma.

Al di sotto di ciascun continente, le gigantesche figure (il pezzo forte della rappresentazione) che precipitano sono le eresie e le idolatrie. La resa dei corpi è formidabile, i colori superbi.

La cupola prospettica

roma chiesa sant'igrazio cupola prospettica andrea pozzoMuovendovi più avanti verso l’abside, vi troverete al di sotto di una grande cupola. Occhio, però: anch’essa è un’illusione. Si tratta, infatti, di una grande tela circolare dipinta anch’essa da Andrea Pozzo (1685).

Il punto di fuga è posto verso la navata e cupola è ricca non solo di particolari architettonici (lucernaio, finestre) ma anche di affreschi.

Nei quattro pennacchi sono rappresentati Giuditta, David, Sansone e Giaele. Personaggi biblici vincitori sui nemici di Israele ma in questo caso impiegato come metafora della battaglia ingaggiata da Sant’Igrazio di Loyola e dai Gesuiti contro vizzi ed errori.

Il presbiterio e l’abside

L’opera di Andrea pozzo non finisce però qui. Infatti il gesuita pittore dedicò la sua arte anche al catino absidale ed al presbiterio.

Nel presbiterio i tre affreschi rappresentano (da sinistra a destra guardando): l’Invio di San Francesco Saverio nelle Indie; la Visione di Sant’Ignazio alla Storta; Sant’Ignazio accoglie San Francesco Borgia nella Compagnia del Gesù.

Nel catino absidale è rappresentato la Gloria di Sant’Ignazio attraverso la cui intercessione vengono guariti gli appestati. Nella volta dell’arco trionfale, il ferimento di Sant’Ignazio nell’assedio di Pamplona da cui ebbe inizio la sua conversione.

Andrea Pozzo – Biografia (breve)

Andrea pozzo nasce a Trento nel 1642. Qui studiò dai Gesuiti entrando nell’Ordine a Milano nel 1665. Dedicò la sua vita alla pittura ed, in modo significativo, operò nelle chiese dei Gesuiti.chiesa sant'ignazio roma affreschi andrea pozzo

Le sue opere si trovano, oltre che a Roma dove soggiornò per un ventennio, a Milano, Genova, Torino, Arezzo, Montepulciano, Belluno e Trento.

Nel 1703, su invito di Leopoldo I, si trasferì a Vienna dove rimase fino alla morte nel 1709 e dove la sua opera influenzò profondamente il barocco austriaco.

Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola – Roma

Via del Caravita 8/A, 00186 Roma
(Piazza Sant’Ignazio)
Tel. +39 06 6794406

Orari:

lunedì – sabato: 7.30 – 19.00 (ultimo ingresso 18.50)
domenica e festivi: 9.00 – 19.00 (ultimo ingresso 18.50)

Sito della Chiesa di Sant’Ignazio in Campo Marzio Roma

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ stato membro dell'esecutivo di ANISAP Lazio e consigliere d’amministrazione di reti e raggruppamenti d’imprese. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.