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EUR il Parco del Ninfeo e le sue statue

Il Parco del Ninfeo all’EUR deriva il suo nome dal ninfeo che si trova proprio all’angolo tra Piazzale Adenauer e Viale del Turismo a pochi metri dal bar Palombini. Ma il parco offre anche ospitalità a due serie di statue realizzate negli anni ’30. Vediamole da vicino.

EUR Parco del Ninfeo: il ninfeo metafisico

eur parco del ninfeo statueIl Parco dell’Ninfeo all’EUR ha il suo termine superiore in Piazzale Adenauer e Viale del Turismo. Degrada poi verso Viale Romolo Murri e Via delle Tre Fontane mentre è contenuto a destra (Piazzale Adenauer alle spalle) da Viale dell’Agricoltura.

Come detto, il parco deve il suo nome ad un ninfeo. Non una vestigia della Roma antica ma una realizzazione della Roma fascista.

Si tratta di una struttura simmetrica in travertino che ha il suo centro in una vasca rotonda. Un luogo assolutamente metafisico tra i pini di Roma che appare incredibilmente lontano dal via vai caotico che scorre di lì pochi metri.

Ma oltre il ninfeo, il parco cela tra il verde due serie di statue. Sebbene diverse per stile, sono simili per ispirazione alle 12 che popolano il Parco del Turismo che ha nella grande scultura Il Lavoro dei Campi di Ercole Drei la sua maggiore attrattiva.

eur parco ninfeo statue

Le statue del Parco del Ninfeo all’EUR

Le prima serie di statue è disposta (composta da quattro steli) intorno ad uno spiazzo ovale nella parte bassa del parco (vi si accede da Viale Murri). Le quattro sculture rappresentano altrettante figure femminili roma eur parco del ninfeo statuedalle tuniche romane o greche.

Forse, l’architetto De Vico che ve le posizionò nella sistemazione post bellica dell’ EUR pensò a loro proprio in rapporto al Ninfeo. L’accesso all’ovale su Viale Murri è contraddistinto a sua volta da due steli rappresentanti due alberi.

Le altre statue sono invece disposte lungo un percorso che partendo da Viale del Turismo attraversa il parco per raggiungere Via delle Tre Fontane. Si tratta in questo caso di cinque steli che potremmo definire ad altorilievo, simili alle quattro già descritte ed anch’esse assolutamente belle.

Nella difficoltà di individuare l’autore delle sculture del Parco del Turismo dell’ EUR, si può fare riferimento, almeno per alcune, ad Aroldo Bellini.

eur parco del ninfeo sculture

Fausto Melotti Si Redimono i Campi

eur parco ninfeo fausto melotti scultura si redimono i campiCome detto, il Parco del Turismo ha il suo limite superiore in Piazzale Adenauer ai piedi del Palazzo degli Uffici. Proprio sulla terrazza che delimita il piazzale rispetto al parco si trova la statua di Fausto Melotti (1901-1986) Si Redimono i Campi del 1943.

Mario De Micheli, nel suo libro “L’arte sotto le dittature”, racconta in relazione alla realizzazione di EUR42: “A Melotti fu chiesto di illustrare due temi prettamente mussoliniani: “Si Redimono i Campi” e “Si fondano le Città”. Egli riuscì però a finire soltanto il primo tema con due sculture alte cinque metri. Oggi se ne può vedere la prima a Roma … mentre la seconda rimase a Carrara nel Laboratorio Nicoli”.

Infatti, quest’ultima, già caricata sul treno e raggiunto Livorno sulla via per Roma, dovette tornare indietro a Carrara per l’intensificarsi degli eventi bellici. E’ uscita dal Laboratorio Nicoli poi solo nel 2015 per essere esposta ad EXPO Milano.

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ stato membro dell'esecutivo di ANISAP Lazio e consigliere d’amministrazione di reti e raggruppamenti d’imprese. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.

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