Firenze celebra il genio artistico di Giovan Battista Foggini (1652-1725) con una grande mostra a Palazzo Medici Riccardi in occasione del terzo centenario della morte dell’artista.
L’obiettivo è restituire al pubblico la figura di colui che, con la sua opera “interdisciplinare”, ha plasmato il linguaggio artistico della Firenze tardo-medicea. Infatti la cifra di Giovan Battista Foggini fece scuola a Firenze. Il suo stile aulico e magniloquente venne infatti ben presto affermandosi, apprezzato dai Medici, dai contemporanei e imitato dagli artefici più giovani che trovarono in lui un maestro geniale, dall’inventiva fantasiosa, pressoché inesauribile.
Giovan Battista Foggini in mostra a Firenze
Attraverso una selezione di oltre 80 tra sculture, disegni e manufatti, la mostra ripercorre la carriera di Foggini. Questi, formatosi a Roma presso l’Accademia Medicea fondata da Cosimo III de’ Medici e divenuto, una volta rientrato a Firenze, scultore granducale, architetto di corte e direttore delle Manifatture di Galleria destinate dal principe alla produzione di meravigliosi oggetti a intarsio di pietre dure e in metalli preziosi.
Il suo stile, caratterizzato da un linguaggio tardo-barocco influenzato dall’arte romana, ma originale, ha definito l’immagine della Firenze di fine Seicento, facendo da ‘viatico’ alle generazioni successive.

Le opere esposte
Tra le opere esposte, provenienti da prestigiose collezioni internazionali, spiccano prestiti dal Museo del Louvre di Parigi, il Bayerisches Nationalmuseum di Monaco, il Minneapolis Institute of Arts di Minneapolis, lo Staatliche Kunstsammlungen di Dresda, le Gallerie degli Uffizi e i Musei del Bargello – Museo Nazionale del Bargello e Museo delle Cappelle Medicee di Firenze, il Museo Poldi Pezzoli di Milano, l’Istituto Centrale per la Grafica di Roma, le Gallerie Nazionali d’Arte Antica, Palazzo Corsini, sempre a Roma, e molti privati.
Giovan Battista Foggini. Architetto e scultore granducale: Sezioni della mostra
Il percorso espositivo è articolato in sezioni tematiche che esplorano la scultura in marmo, bronzo e terracotta, l’attività di architetto, il suo ruolo nella produzione di oggetti in pietre dure e metalli preziosi e la sua influenza sulla statuaria monumentale.
La mostra dedicata a Giovan Battista Foggini a Palazzo Medici riccardi a Firenze si apre con opere relative all’attività giovanile dell’artista, segnata dalla formazione a Roma presso l’Accademia fondata da Cosimo III, con disegni e lavori in terracotta come Il mito di Pigmalione, presentato all’Accademia di San Luca nel 1673, una Crocifissione con dolenti modellata a Roma e poi fusa in bronzo al rientro a Firenze, – con l’inedito bozzetto preparatorio-, la Strage dei figli di Niobe del 1674 e altri rilievi collocabili in quel periodo: Porsenna libera Clelia e le compagne dalla prigionia, la Sacra famiglia e il Ratto di Proserpina agli inferi, questi ultimi due del Museo Nazionale del Bargello.

Segue una sezione dedicata alla scultura in bronzo, in cui si possono ammirare numerosi bronzetti ispirati alla letteratura antica, in particolare alle Metamorfosi di Ovidio, indicativi della scelta cultura letteraria dell’artista come dei suoi committenti, tra i quali si annovera il Granduca Cosimo III che ebbe modo di farne dono di alcuni all’Elettore del palatinato, suo genero avendone sposata la figlia Anna Maria Luisa.
Le opere, provenienti da importanti collezioni italiane e internazionali, sono accompagnate da loro derivazioni in cera, porcellana di Doccia, gesso e biscuit, che ne attestano la fortuna e la diffusione. Sulle pareti sono esposte in grande formato pagine tratte dal Giornale del Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, testimoni dell’instancabile vena creativa dell’artista.
In una delle sale sono visibili due degli otto ritratti di Casa Medici scolpiti da Foggini per il cardinale Francesco Maria de’ Medici – presente in effige, assieme a quella del cardinale Leopoldo (prestito del Museo del Louvre) -, mentre un altro settore di pregio della mostra è rappresentato dai lavori usciti dalle Manifatture di Galleria, che celebra l’attività di Foggini come responsabile dell’invenzione di tanti meravigliosi lavori realizzati dalla “Real Galleria e Cappella” (dal 1694).
In mostra, il celebre Tavolo intarsiato in pietre dure di Palazzo Pitti e una serie di reliquiari sontuosi in bronzo, ebano e argento, straordinari per qualità tecnica e valore simbolico. Completano la sezione due bronzi tardi eseguiti per Anna Maria Luisa de’ Medici: Il Battesimo di Cristo (1723–24) e David e Golia, quest’ultimo, essendo mancata la possibilità d’avere in mostra la fusione ‘principe’ del bronzetto del 1722, conservata in Russia, è visibile nelle declinazioni da esso scaturite in cera e porcellana di Doccia.
L’Antico e il Re Sole
La sezione L’Antico e il Re Sole testimonia il prestigio internazionale dell’artista grazie alle commissioni ricevute da Luigi XIV di Francia, il Re Sole. In mostra L’Arrotino e Il Cinghiale, repliche da celebri sculture antiche delle collezioni medicee, inviate a Versailles nel 1684. Accanto, una versione in porcellana del Laocoonte (capolavoro ellenistico ritrovato a Roma nel 1506) derivata dalla copia del gruppo antico scolpita da Baccio Bandinelli, oggi agli Uffizi, e realizzata dalla Manifattura di Doccia dalle forme originali servite a Foggini per un bronzetto con questo soggetto, documento dell’interesse dello scultore per la statuaria classica e per la sua diffusione.
Una sezione della mostra è poi visibile nelle sale della Biblioteca Riccardiana e della Biblioteca Moreniana dove sono esposti disegni di Foggini, facenti parte del fondo Riccardi relativi ad alcune decorazioni in interni del palazzo e antichi testi manoscritti e a stampa provenienti dalla Biblioteca Moreniana.
Giovan Battista Foggini – Biografia
Nasce a Firenze il 25 aprile 1652 e inizia la propria attività sotto la guida dello zio Jacopo Maria, intagliatore in legno. Dopo un triennio trascorso a Roma (1673-‘76) rientra a Firenze e dà il via a una fruttuosa carriera, sia come scultore sia come architetto e decoratore d’interni.
Attivo per la famiglia granducale negli edifici di competenza (a Palazzo Pitti e nelle ville di Pratolino, Castello, Poggio a Caiano, Poggio Imperiale), Foggini inizia ben presto a operare anche per diverse famiglie della nobiltà cittadina – i Corsini, i Viviani, i Pucci, i Feroni, i Riccardi, per citare le maggiori – che in quegli anni procedono alla fondazione dei loro palazzi e ville, in città e nel contado, così come alle loro cappelle gentilizie nelle grandi chiese fiorentine.
Non meno importante si qualifica poi l’attività d’architetto per molti degli ordini religiosi che decidono, a cavallo tra Sei e Settecento, il restauro delle loro strutture sacre: qui l’artista, intervenendo su ambienti esistenti e poco versatili, riesce a esprimere tutta la propria fantasia nel rinnovamento decorativo degli interni, non mancando di progettarne di nuovi. Foggini opera altresì su interi quartieri in città come Livorno, in grande espansione in quel periodo, che deve il suo aspetto ‘moderno’ proprio all’intervento di Foggini, realizzato in sinergia con il Gran Principe Ferdinando e con il Granduca Cosimo III.
Con quest’ultimo l’artista ebbe un rapporto davvero privilegiato, interpretandone al meglio le esigenze di rappresentanza e di magnificenza e guadagnandone la piena fiducia. Le nomine a Primo scultore di corte (nel 1687) e ad Architetto di corte e Direttore delle Manifatture di Galleria (nel 1694) pongono l’artista in una posizione centrale nella cultura figurativa della Toscana di quei decenni, cultura che risente del suo stile e che si manifesta, oltre che nelle opere di scultura (ad esempio, nella bronzistica di piccolo formato), anche negli stupefacenti manufatti usciti sotto la sua supervisione, realizzati con un fasto e un’eleganza inaudite nella sintesi perfetta tra materiali diversi (legni rari, pietre dure intagliate e commesse, metalli), vanto della più alta tradizione ‘artigiana’ della Firenze tardo barocca.
Dopo aver lavorato ininterrottamente per quasi sessant’anni, l’artista si spegne a Firenze il 12 aprile 1725.
Giovan Battista Foggini. Architetto e scultore granducale
a cura di Riccardo Spinelli, coordinamento scientifico di Valentina Zucchi,
Palazzo Medici Riccardi – Firenze
10 aprile – 9 settembre 2025
INFORMAZIONI
Palazzo Medici Riccardi
Tel. +39 055-276 0552/ info@palazzomediciriccardi.it
Via Cavour 3, 50121 – Firenze
www.palazzomediciriccardi.it
Orario: tutti i giorni 9:00 – 19:00, mercoledì chiuso



