arshile gorky
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Arshile Gorky in mostra a Venezia

Arshile Gorky: 1904–1948 è la prima retrospettiva dedicata all’artista americano in Italia. Allestita a Ca’ Pesaro, Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Venezia, in coincidenza con la 58° edizione della Biennale di Venezia.

Arshile Gorky – al secolo Vostanik Manoug Adoian – giunse a New York per fuggire al genocidio armeno all’inizio degli anni ’20. Nel corso della sua breve stagione artistica, terminata tragicamente con il suicidio nel 1948, seppe imporsi come protagonista di quel movimento che venne definito dai critici Espressionismo Astratto e che caratterizzò l’operare degli artisti che costituirono la cosiddetta Scuola di New York. Tra questi Willem de Kooning, Jackson Pollock, Mark Rothko per citare i nomi più noti.

Arshille Gorky in mostra a Venezia: il percorso

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Arshile Gorky – Portrait of Master Bill

La mostra prende inizio dalla prima ritrattistica dell’artista ed a questo periodo risalgono i molti incontri con gli artisti avant garde emergenti di New York, tra questi Stuart Davis, John Graham e David Smith. Un ambiente di cui lo stesso Gorky fu figura di spicco. Un’opera centrale è “Self-Portrait” (ca.1937), che fa riferimento ai ritratti neoclassici di Picasso degli anni ’20.

La ritrattistica di Gorky non era solo una modalità per esplorare il presente – ritratti di famiglia, amici stretti e dei suoi pari – ma anche un modo per rendere omaggio alla famiglia che aveva perso.
Arshille Gorky prosegue la sua evoluzione sintetizzando le problematiche e la struttura cubista con i contenuti e le tecniche surrealiste, in particolare isolando ed elaborando forme biomorfiche nei suoi paesaggi e nelle nature morte degli anni ’30.

Negli anni ’40 Gorky entra in contatto con i surrealisti, tra cui André Breton, Wifredo Lam, Max

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Arshile Gorky – Liver Is the Cock’s Comb

Ernst e Roberto Matta. Queste nuove frequentazioni avrebbero contribuito allo sviluppo dell’automatismo e del subconscio nei suoi dipinti. Opere come “Apple Orchard” (ca.1943 – 1946) danno conto di una nuova linea precisa e fluida e di un mutato approccio. Il lavoro di Gorky era stato infatti rivitalizzato da una riconnessione con la natura, cementata nelle estati del 1942-1945 trascorse in Connecticut e alla Crooked Run Farm in Virginia. Questa periodo trascorso en plein air e non immerso nel suo studio o nei musei di New York, gli permise di estrarre simboli e motivi fondati sull’osservazione delle forme botaniche e biologiche.

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Arshile Gorky – Year the Milkweed

La mostra Arshile Gorky: 1904-1948 chiude con gli ultimi lavori quali The Liver is the Cock’s Comb (1944), One Year the Milkweed (1944) e Dark Green Painting (1948). In queste opere i simboli istintivi di Gorky si trasformano in un personale vocabolario di forme fantastiche ricorrenti. L’artista ha intriso queste opere evocative di ricordi d’infanzia, della sua profonda affinità con la natura e delle complessità e contraddizioni che sentiva nella sua stessa esistenza.
La mostra è curata da Gabriella Belli, storica dell’arte e direttore della Fondazione Musei Civici di Venezia e da Edith Devaney, curatrice alla Royal Academy of Arts di Londra, dove recentemente ha realizzato la mostra “Abstract Expressionism”.

Arshile Gorky: biografia

Nato il 15 aprile 1904, Khorkom Armenia
Morto il 21 Luglio 1948. Sherman, Connecticut (Stati Uniti).
Nato Vostanik Manoug Adoian, Arshile Gorky si rifugiò negli Stati Uniti insieme alla sorella a 15 anni, per sfuggire al genocidio armeno. Due anni dopo si iscrisse alla New School of Design di Boston, Massachusetts, dove studiò sino al 1924. In quello stesso anno si spostò a New York per insegnare a tempo pieno alla School of Painting and Drawing presso la Grand Central School of Art. Gorky fu uno dei primi artisti a partecipare al Federal Art Project lanciato dal governo americano nel 1935, per il quale dipinse diverse serie di murali proposti al Floyd Bennett Field a Brooklyn ma che furono in seguito trasferiti all’aeroporto di Newark. Nel 1935 firmò anche un contratto di tre anni con la Guild Art Gallery di New York. La sua prima retrospettiva museale aprì al San Francisco Museum of Modern Art nel 1941. A metà degli anni Quaranta attraversò un periodo produttivo ricco di soddisfazioni personali e artistiche, segnato dalla nascita delle due figlie.
Nel 1948, a seguito di un periodo di turbamento personale e problemi di salute, Gorky si tolse la vita

Arshile Gorky: 1904 – 1948

dall’8 maggio al 22 settembre 2019
Ca’ Pesaro
Santa Croce 2076, Venezia

 

Alessia Gerli

Alessia Gerli ha studiato grafica all'IED di Roma ha esordito occupandosi di editoria nella rivista che ha raccontato la musica negli anni 80 e 90, Ciao 2001. In oltre vent'anni di attività si ė occupata di grafica pubblicitaria a tutto tondo, disegnando loghi e campagne. Appassionata calligrafa e amante dell'arte in tutte le sue diverse espressioni, da sempre ricerca la contaminazione tra questi mondi come fonte di ispirazione per i suoi progetti grafici.

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