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Mont’e Prama 1974-2014

I Giganti di Mont’e Prama, come sono stati scenograficamente battezzati, sono stati una scoperta epocale per l’archeologia della civiltà nuragica.

I Giganti del Sinis

Mont’e Prama 1974-2014 Pugilatore
Mont’e Prama 1974-2014 – Pugilatore

Proprio quarant’anni fa a Mont’e Prama, nel Sinis, nella Sardegna Centro Occidentale, gli aratri iniziarono a portare in superficie frammenti di pietra evidentemente antichi. Non ci volle molto a capire che si era in presenza di qualcosa di ben diverso da pur numerosi ritrovamenti casuali. Gli scavi, intrapresi dall’anno successivo, rivelarono l’importanza della scoperta. I

frammenti di statue che erano andati emergendo non erano stati ridotti così dall’effetto dell’aratura, ma, viceversa, le statue erano già state distrutte in tempi remoti ed i frammenti ammucchiati, forse in epoca punica (intorno al400 a.c.), sopra una  necropoli nuragica dalle caratteristiche uniche. Infatti, le sculture – sebbene non siamo in grado di ricostruirne l’originaria disposizione – erano poste ad ornamento o forse, chissà, in funzione di protezione delle tombe.

Restava aperto il problema della datazione della necropoli di Mont’e Prama. Infatti, le tombe erano pozzetti individuali con lo scheletro rannicchiato e scarsissimi corredi funerari. Una di esse conteneva però le testimonianze necessarie. Si trattava degli elementi di una collana ed altri pendenti in bronzo, un vago in cristallo di rocca e uno scarabeo di produzione egizia in steatite. Tutti elementi risalenti all’Età del Ferro nuragica, ovvero tra il 930 ed il730 a. C. circa.

Le statue di Mont’e Prama

I frammenti delle statue sono rimasti a lungo tali per mancanza di spazi, mezzi e tecnologie adeguate.  Poi, a partire I giganti di Monte Prama mostra cagliari museo archeologicodal 2007, sono iniziati i lavori di restauro presso il Centro di Restauro di Li Punti (Sassari). Così, sono tornate a vivere fra di noi 24 statue in calcare, 12 modelli di nuraghe e almeno 13 betili troncoconici.

Le statue di Mont’e Prama sono figure maschili pari o leggermente superiori al vero. Sono figure “forti”, pronte a trasmettere una sensazione di fermo e sereno coraggio. Pugilatori, arcieri e guerrieri sono le tre icone rappresentate. I pugilatori ci sono arrivati in numero maggiore, sedici. Mostrano il guantone armato e lo scudo ricurvo tenuto sopra la testa, forse raffigurazioni di atleti impegnati in giochi di abilità e coraggio. Gli arcieri sono cinque, tengono l’arco a riposo sulla spalla con la mano sinistra mentre la mano destra è aperta in segno di preghiera o saluto. I tre guerrieri superstiti hanno l’elmo cornuto, un’elaborata corazza. Con la mano sinistra tengono lo scudo e con la destra impugnano la spada.

Le statue potrebbero raffigurare, più che i defunti stessi, i loro antenati, o forse eroi mitici delle leggende nuragiche. I modelli dei nuraghi simboleggiavano l’identità e la forza della comunità. I betili rievocavano le pietre sacre delle antiche tombe collettive dei costruttori dei nuraghi, le cosiddette “tombe dei giganti”.

I modelli di nuraghe possono forse colpire meno delle figure dei giganti ma di fronte a loro (vedi foto a destra) provate a chiudere gli occhi ed immaginarli vicino al mastio di Su Nuraxi a Barumini. Le sculture sono l’archetipo, la celebrazione di queste strutture nuragiche nella loro forma più bella, nella loro dimensione più maestosa.

La Mostra Mont’e Prama 1974-2014

Mont’e Prama 1974-2014 Arciere
Mont’e Prama – Arciere

La Mostra Mont’e Prama 1974-2014 si articola su due siti: Cagliari e Cabras. Presso il Museo Archeologico Nazionale di Cagliari sono esposti 27 tra arcieri, guerrieri, pugilatori e modelli di nuraghe. Inoltre, una selezione di frammenti e 7 betili aniconici in calcare e in arenaria. Infine, lo scarabeo e gli altri oggettini di corredo rinvenuti nella tomba n. 25 di Mont’e Prama, gli analoghi corredi funerari di Antas-Fluminimaggiore, Motroxiu ‘e Bois-Usellus e Sa Costa  – Sardara, quattro bronzetti per il confronto delle iconografie e un gruppo di elementi scultorei nuragici di rilevante interesse, come la testa di Narbolia, la base di Cannevadosu, i modelli di nuraghe di Cannevadosu e Serra ‘e is Araus.

A Cabras sono esposte 10 delle sculture restaurate nell’ambito della rinnovata esposizione del Museo Civico, con la creazione, in particolare, di una sezione dedicata alla civiltà nuragica del territorio di Cabras e del Sinis.

Mont’e Prama ed il Sistema Museale

La mostra Mont’e Prama 1974-2014 è in realtà molto più di una mostra. E’ la “punta dell’iceberg” più visibile di un Sistema Museale dedicato a Mont’e Prama: attualmente lo compongono il Museo Archeologico Nazionale di Cagliari ed il Museo Civico “G. Marongiu” di Cabras, ma in futuro si aggiungerà presso il Centro di Restauro di Li Punti (Sassari) un polo di documentazione sui lavori di restauro delle sculture di Mont’e Prama.

I due musei guardano a Mont’e Prama da punti di vista complementari: Cagliari presenta le sculture di Mont’e Prama nel contesto dell’Età del Ferro nuragica, periodo di radicale trasformazione culturale, e come il frutto più maturo della civiltà nuragica sarda. Cabras, invece, le inserisce nell’evoluzione culturale delle comunità umane del Sinis, dalle più remote presenze prenuragiche all’età romana.

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Guarda anche i Video:

Monte Prama 1974-2014 – Infomazioni

Museo Archeologico Nazionale
Piazza dell’Arsenale, 1 – Cagliari
www.archeocaor.beniculturali.it
http://museoarcheocagliari.wordpress.com/
 
Museo Civico “Giovanni Marongiu”
Via Tharros, 121 – Cabras
www.museocabras. it
www.penisoladelsinis.it

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ stato membro dell'esecutivo di ANISAP Lazio e consigliere d’amministrazione di reti e raggruppamenti d’imprese. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.

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