mosaici sala re ruggero palazzo normanni palermo
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Sala di Re Ruggero: i mosaici del potere

A pochi passi dalla Cappella Palatina, la Sala di Ruggero II ed i suoi mosaici rappresentano, in qualche modo, un’affermazione del potere reale.

mosaici sala re ruggero palazzo normanni palermoDa un lato, infatti, la stirpe dei monarchi normanni fu particolarmente attenta al rapporto con l’Onnipotente (e con il potere religioso) tanta da creare la Cappella Palatina, il Duomo di Cefalù e quello di Monreale. Dall’altro, però, ebbe pari attenzione all’affermazione della propria magnificenza anche nell’ambito civile.

Infatti, i mosaici della sala sono da far risalire al figlio di Ruggero II, Guglielmo I (1120-1166) che regnò dal 1154 al 1166.

Come anticipato, i temi sono qui squisitamente mondani. La sala – rivestita di marmo fino ad un’altezza di circa 2 metri – ha una volta a crociera sorretta da archi con capitelli di riuso e qui si dipana la ricca decorazione musiva.

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I mosaici della Sala di Re Ruggero

L’aggettivo giusto sarebbe probabilmente sfolgorante per il rilucere dell’oro. Sulle pareti, sempre in coppia, si presentano creature reali e mitologiche: pavoni e leoni, ma anche centauri.

Scene di caccia al cervo tra alberi e palme. E poi gironi di forme ornate che racchiudono disegni di animali e di piante. La parte superiore della volta, ove al culmine è rappresentata l’aquila di artiglia il coniglio (nel contrato coraggio-codardia), si vuole sia stata realizzata successivamente da Federico II.

Nella fusione di culture e civiltà diverse che caratterizzò il regno normanno, certamente anche in questo caso si ravvisano influssi arabi. Le scene potrebbero infatti rimandare alla descrizione del Genoardo, da gennet-ol-ardh ovvero “paradiso della terra”, giardino-paradiso appunto di tradizione islamica

Resta il dubbio negli studiosi quale fosse la destinazione di tanta magnificenza. Certamente una sala ad uso del re anche per la sua collocazione negli appartamenti reali. Probabilmente, un impiego privato e non pubblico. Un luogo dove fermarsi a riflettere o uno spazio forse anche destinato a stanza da letto o da pranzo.

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ stato membro dell'esecutivo di ANISAP Lazio e consigliere d’amministrazione di reti e raggruppamenti d’imprese. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.

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