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Museo Novecento: l’Autoritratto di Modigliani in mostra a Firenze

La mostra Ritorni. Da Modigliani a Morandi, al Museo Novecento di Firenze è dedicata alla storia di una delle sue raccolte più pregiate: la Collezione Alberto Della Ragione che è anche una delle più importanti del XX secolo in Italia.

Così Museo Novecento riunisce, accanto alle opere donate da Alberto Della Ragione alla Città di Firenze, capolavori transitati dalla sua collezione prima della donazione stessa avvenuta nel 1970, pochi anni dopo l’alluvione del 1966.

Si ritrovano insieme opere di alcuni tra i più grandi maestri italiani del Novecento. Composizioni metafisiche di Giorgio Morandi e Carlo Carrà, opere di artisti sostenuti da Della Ragione, come Renato Guttuso e Renato Birolli. Protagonista della mostra è l’Autoritratto di Amedeo Modigliani. E’ l’unico esistente di questo maestro, icona dietro cui si nasconde una delle figure artistiche più importanti del Novecento.

L’Autoritratto di Amedeo Modigliani: la storia

Oggi parte delle raccolte del Museu de Arte Contemporânea da USP di São Paulo in Brasile, l’autoritratto di Modigliani arriva in Italia dopo circa ottanta anni dall’uscita dalla Raccolta Della Ragione. Il dipinto, acquistato dal collezionista nel 1938, fu infatti probabilmente rivenduto intorno al 1944. Una decisione sofferta per Della Ragione, che nell’agosto di quello stesso anno confidava a Birolli le motivazioni che lo avevano indotto a compiere il passo, “Circa la cessione del Modigliani – scriveva Della Ragione – sono sicuro anch’io che mi pentirò, ma è proprio questa certezza che nobilita il sacrifizio fatto non per me ma per coloro i quali hanno diritto di poter contare su di me checché avvenga”.

amedeo modigliani autoritratto
Amedeo Modigliani – Autoritratto, 1919

Attraverso questa vendita, Alberto Della Ragione cercò infatti di recuperare le risorse necessarie per sostenere artisti più giovani e sperimentali. Tra tutti merita citare Renato Guttuso, al cui pennello si deve la Crocifissione oggi alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna a Roma. La Crocifissione fu acquistata da Alberto Della Ragione e da questi restituita, intorno al 1959, allo stesso artista, che del collezionista ricordava: “Seppe darci ciò di cui avevamo bisogno: la fiducia e l’amicizia, viveva con noi della stessa passione, si bruciava della stessa fiamma”.

Alcuni di questi artisti sarebbero rimasti all’interno della collezione. Ne restano, a testimonianza, le stesse opere donate a Firenze da Alberto Della Ragione per la costituzione di un Museo Internazionale di Arte Contemporanea che risarcisse simbolicamente i danni subiti dal patrimonio storico-artistico della città durate l’alluvione del 1966. Un nucleo straordinario che comprende 241 opere oggi custodite al Museo del Novecento. Erano il “frutto di una vita di intensa passione”, che fu donato “quale attestazione di affetto per Firenze”.

Alberto Della Ragione: il collezionista

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Scipione – Studio per il Cardinal Decano

Animato da un’intensa passione per il bello e le nuove sperimentazioni figurative, Alberto Della Ragione rimane ancora oggi un esempio indiscusso di mecenatismo coraggioso e di raffinato collezionismo. I suoi gusti, originariamente orientati verso la pittura italiana del secondo Ottocento, subirono un radicale cambiamento in seguito all’incontro sconvolgente con l’arte contemporanea, suggellato dalla visita alla Quadriennale di Roma del 1931.

Alberto Della Ragione decise così di collezionare opere novecentesche, rispondendo all’istanza etica “di non passare ad occhi chiusi tra l’arte del proprio tempo, ma di dare all’opera dell’artista vivente il legittimo conforto di una tempestiva comprensione”. 

Inizialmente orientato verso i nomi già noti dell’arte italiana, in seguito si indirizzò decisamente verso artisti più giovani. Alle opere dei maestri di Valori Plastici e del Novecento italiano si affiancarono le creazioni del gruppo Corrente e della Scuola Romana, che generarono un radicale cambio di rotta nella collezione. Prese così progressivamente corpo una collezione ampiamente rappresentativa dell’evoluzione dell’arte italiana fra le due guerre, che si alimentò delle frequentazioni dell’ambiente milanese e genovese.

A testimoniare questo cambiamento di gusto fu la Mostra delle collezioni d’arte contemporanea di Cortina d’Ampezzo del 1941, dove la Raccolta ottenne il primo premio proprio per la presenza delle nuove generazioni dell’arte italiana.

Un contributo al rinnovamento del gusto italiano

pietro marussig
Pietro Marussig – Donna con garofano

“È davvero unico il nucleo di capolavori che il Museo Novecento riunisce nella mostra Ritorni. Da Modigliani a Morandi – ha detto Chiara Toti, curatrice della mostra – Veri e propri capisaldi dell’arte italiana della prima metà del XX secolo, tutti appartenuti un tempo ad Alberto Della Ragione, fondamentali per mettere a fuoco quel sistema di valori estetici ed etici da lui promosso con forza e generosità.    

Collezionista raffinato, fu tra i primi a dedicarsi negli anni Trenta del XX secolo all’acquisto di opere di arte moderna, contribuendo al rinnovamento del gusto degli italiani ancora fermo alla pittura dell’Ottocento.

In pieno conflitto mondiale, all’inizio degli anni Quaranta, si rivolse invece alle nuove leve della creatività e da confidente e munifico finanziatore di Guttuso, Birolli, Santomaso, Vedova ebbe il merito di sostenere il dibattito artistico che diverrà cruciale nel dopoguerra.

Nel 1970 la donazione al Comune di Firenze suggellerà la vocazione engagé del suo collezionismo, offrendo la raccolta alla pubblica fruizione”.

Ritorni. Da Modigliani a Morandi

23 marzo- 15 settembre 2024

a cura di Eva Francioli, Sergio Risaliti e Chiara Toti

INFO

Museo Novecento
Tel. +39 055 286132 / info@musefirenze.it
Piazza di Santa Maria Novella, 10 – Firenze
www.museonovecento.it

Orario: Lun, Mar, Mer,  Ven,  Sab,  Dom | 11:00 –  20:00
NO Giovedì – Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura.

 

Loredana Cifliku

Cresciuta a contatto con le antiche vestigia della Città dei Due Mari e della cultura della Magna Grecia, Loredana Cifliku ha compiuto studi classici nella sua Taranto per poi, come spesso capita nella vita, dedicarsi professionalmente a tutt’altro campo in tutt’altri luoghi. La passione per l’arte di qualsiasi epoca non l’ha però mai abbandonata ed anzi la coltiva dipingendo e frequentando luoghi ed esposizioni di ogni espressione estetica. Scrive d’arte e fotografa l’arte per la rivista ArtePiù

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