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Storia dell'arte

Pietro Cavallini de Roma pictor: vita e opere

Ricostruire la vita e le opere di Pietro Cavallini non è vicenda semplice. Infatti per mettere dei punti fermi sulla sua vita disponiamo di soli quattro documenti d’archivio. Ancor peggio quasi tutte le sue opere maggiori o non sono giunte fino a noi o hanno subito danni importanti.

Pietro Cavallini: la vita

Oltre ai quattro documenti che tra un attimo vedremo insieme, disponiamo delle biografie di Pietro Cavallini scritte da Lorenzo Ghiberti e Giorgio Vasari. La prima è però molto sintetica e, come la seconda, mirata soprattutto a discutere dell’opera artistica. Quella del Vasari è poi alquanto finalizzata a rivendicare la primogenitura di Giotto riguardo alla rivoluzione artistica del XIII secolo.

In ogni caso, se volete leggerle, eccole qui: Pietro Cavallini: le biografie del Vasari e del Ghiberti

Andiamo per ordine cronologico:

  • Il 2 ottobre 1273 in un atto di compravendita troviamo come testimone Petrus dictus Cavallinus de Cerronibus insieme a Bartholomeus Johannis Cerronis. I Cerroni sono una famiglia romana attestata nel Medioevo: se nel 1273 Pietro è in grado di fungere da testimone, dobbiamo immaginare che sia nato almeno intorno alla metà del secolo.
  • Il 12 gennaio 1279 Matteo Orso figlio di Napoleone Orsini (membro della nota famiglia patrizia romana), dispone che i propri eredi restituiscano un prestito a Petro Cavallino.
  • Con la data del 10 giugno 1308 abbiamo poi nella cancelleria angionina di Napoli un pagamento di 30 once d’oro a favore del magister Petrus Cavallinus de Roma pictor. Parimenti, re Carlo II gli concede una casa e una pensione. Il 15 dicembre un altro atto conferma tali concessioni.
  • Ancora a cavallo tra 1308 e 1309 troviamo sempre a Napoli un altro pagamento al magistro Petro Cavallino de Roma pittori. Dunque, possiamo dare per assodata la sua opera nella città aprtenopea.

Insomma, non abbiamo granché, va detto. Viceversa, sappiamo che visse a lungo. Vasari nella prima stesura delle Vite la fa morire settantacinquenne, poi nella seconda, ottantacinquenne.

pietro cavallini mosaico santa maria in trastevere
Pietro Cavallini – Mosaici Santa Maria in Trastevere

A tal proposito, conosciamo una postilla ad un codice vaticano dove Giovanni Cavallini, scrittore apostolico, indica come suo padre Petrum de Cerronibus.. centum annorum vitam egit; qui nullo unquam frigore caput vestimentum cooperuit. Si tratta con tutta probabilità semplicemente di un modo per indicare una vita lunghissima.

La conclusione, per imprecisa che sia, è che dobbiamo ritenere Pietro Cavallini vissuto in un periodo che va dal 1240 circa al 1330 circa.

Dunque, in questo medesimo arco di tempo operarono sia Cimabue (1240-1302) che Giotto (1267-1337). Pietro Cavallini li conobbe bene ambedue e dibattere oggi, sette secoli dopo, chi influenzò chi è impresa veramente ardua.

Pietro Cavallini: le opere

Se nella ricostruzione della vita di Petrus Cavallinus non andiamo particolarmente bene anche in quella delle opere non siamo fortunatissimi.

Sono infatti andate perdute le opere realizzate ad affresco e a mosaico per la Basilica di San Paolo fuori le mura a causa dell’incendio del 1823. Similmente, non abbiamo riscontro degli affreschi che Ghiberti attribuisce a Cavallini nella Basilica di San Pietro. Persi anche gli affreschi di San Francesco a Ripa e, in misura preponderante, quelli della Basilica di Santa Maria in Aracoeli.

La mancanza di fonti documentarie e le perdite subite dal corpus delle opere cavalliniane rendono anche particolarmente difficoltosa la datazione delle stesse. Così alle poche opere considerate generalmente certe se ne aggiungono diverse di attribuzione più o meno incerta.

Pietro Cavallini Cappella Baylon Aracoeli

Quello delle attribuzioni cavalliniane è un problema che definirei ciclopico. Parte infatti dal dibattito su chi siano gli autori degli affreschi di Assisi (generalmente attribuiti a Giotto) per proseguire all’interno della scuola duecentesca romana dei cui protagonisti sappiamo in verità ancora poco.

In omaggio al pragmatismo, qui nel seguito vi riportiamo un elenco delle principali opere senza alcuna ambizione di inserirci nelle querelle attributive… Ovviamente, vi auguriamo Buona Visita! Sarà una passeggiata assolutamente memorabile.

Cliccando sul link potrete visualizzare l’articolo dedicato ad ognuna con le immagini del caso:

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ stato membro dell'esecutivo di ANISAP Lazio e consigliere d’amministrazione di reti e raggruppamenti d’imprese. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.

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