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Pietro da Cortona: gli affreschi di Santa Bibiana

La chiesa di Santa Bibiana a Roma deve le sue attuali forme a Gian Lorenzo Bernini e la parte più pregevole degli affreschi che la adornano a Pietro da Cortona. Per quest’ultimo, Santa Bibiana rappresentò un momento topico della sua carriera. Ecco perché…

La chiesa di Santa Bibiana nella fortuna di Pietro da Cortona

pietro da cortona affreschi santa bibianaQuando Pietro Berrettini, detto Pietro da Cortona (1596-1669), arrivò a Roma nel 1612 al seguito del suo maestro Andrea Commodi era un giovane apprendista sedicenne. Sul soglio pontificio sedeva Paolo V, al secolo Camillo Borghese (1552-1621), e Roma era ricca di cantieri: una manna per gli artisti.

Gian Lorenzo Bernini (1598-1680), in pratica suo coetaneo, era già nelle grazie del cardinal nepote Scipione Borghese e più avanti nella carriera anche perché figlio d’arte e collaboratore del padre nei cantieri pontifici.

Tornando però a Pietro, questi trovò nel mercante banchiere fiorentino Marcello Sacchetti, legato ai Barberini, il suo primo committente. Si creò probabilmente così il contatto con Maffeo Barberini, dal 1623 papa Urbano VIII, che doveva rivelarsi grande estimatore del Berrettini come lo fu di Bernini.

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Pietro da Cortona – Affreschi della Chiesa di Santa Bibiana a Roma

E’ cosa nota che, salito al soglio pontificio, fu proprio nella Chiesa di Santa Bibiana che Urbano VIII (probabilmente anche su consiglio del cardinal nepote Francesco) sperimentò in prima persona le capacità di frescante di Pietro da Cortona e quelle di architetto di Gian Lorenzo Bernini.

Per Pietro da Cortona la buona prova data a Santa Bibiana lo portò nel giro di pochi anni alla commissione del suo capolavoro: l’affresco del Trionfo della Divina Provvidenza a Palazzo Barberini.

Pietro da Cortona nella chiesa di Santa Bibiana

pietro da cortona chiesa santa bibiana dipinto santa dafrosiaNella chiesa di Santa Bibiana Pietro da Cortona affresca il lato sinistro della navata principale e della controfacciata. Realizza inoltre la tela raffigurante Santa Dafrosia che riceve da due angeli la corona, la palma del martirio e il giglio.

Lungo la navata principale, Pietro da Cortona dipinge tre scene della vita di Santa Bibiana. Partendo dalla controfacciata:

  • la flagellazione di Santa Bibiana
  • Santa Bibiana si rifiuta di cedere alle tentazioni di Rufina
  • le sante Bibiana e Demetria dichiarano la loro fede di fronte al prefetto Aproniano e santa Demetria muore
  • ai lati della scena centrale sono dipinte le figure di Santa Demetria e di San Flaviano

La controfacciata conserva invece affreschi di angeli (nel registro superiore) e di strumenti per il martirio in quello inferiore. Riterrei gli affreschi sul lato sinistro del Berrettini e quelli sul lato destro del Ciampelli.

Pietro da Cortona rivela quelle doti che ne faranno un precursore del barocco romano. La ricerca di una prospettiva che tenda a dare profondità alle scene, l’attenzione alla riproduzione delle architetture antiche, la gestualità enfatica dei protagonisti. Ma anche le composizioni di frutta che tendono a soluzioni monocrome (forse guardando a Polidoro da Caravaggio anche lui attivo a Roma in quegli anni) e, infine, la bella soluzione di tridimensionalità degli stemmi Barberini dalle grandi api e adorni delle chiavi di San Pietro.

Agostino Ciampelli a Santa Bibiana

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Agostino Ciampelli – Affreschi della Chiesa di Santa Bibiana

Agostino Ciampelli si era vista in un primo momento affidare l’intera commessa di Santa Bibiana. In seguito, però, gli venne affiancato il Berrettini. Fu così che l’opera del Ciampelli si ridusse al lato destro della navata principale, anche qui con tre scene. Partendo sempre dalla controfacciata:

  • la matrona Olimpina fa erigere la chiesa
  • il presbitero Giovanni seppellisce i corpi delle sante Bibiana, Demetria e Dafrosia
  • il corpo di Santa Bibiana viene dato in pasto ai cani randagi che però lo lasciano incorrotto
  • ai lati della scena centrale sono dipinte le figure di Santa Dafrosia e della matrona Olimpina

Sempre di Agostino Ciampelli è la tela di Santa Demetria che riceve da un angelo la palma e la corona del martirio.

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ stato membro dell'esecutivo di ANISAP Lazio e consigliere d’amministrazione di reti e raggruppamenti d’imprese. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.

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