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Robert Indiana: The Sweet Mystery a Venezia

La mostra Robert Indiana: The Sweet Mystery, evento collaterale della Biennale di Venezia 2024,  presso il complesso delle Procuratie Vecchie, offre una prospettiva rivelatrice sull’opera di Indiana, incentrata sui temi fondamentali della spiritualità, dell’identità e della condizione umana, essenziali per comprendere l’evoluzione creativa dell’artista.

Robert Indiana in mostra a Venezia

Le opere in mostra ripercorrono sei decenni della carriera di Robert Indiana e comprendono opere giovanili alcune delle quali raramente esposte.

Figura preminente dell’arte americana, Robert Indiana (1928-2018) è celebre per la serie iconica LOVE. Leader influente del Pop, si è distinto per aver affrontato questioni sociali e politiche, inserendo nelle sue opere riferimenti storici, letterari e biografici. Il titolo della mostra, The Sweet Mystery, è tratto da uno dei primi dipinti in cui Indiana ha inserito le parole, una pratica che caratterizzerà la sua carriera.

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Robert Indiana – The Melville Triptych, 1962

Robert Indiana The Sweet Mistery a Venezia

Curata da Matthew Lyons, Robert Indiana: The Sweet Mystery, rappresenta la più significativa esposizione dell’opera dell’artista in Italia. Oltre 40 opere, tra dipinti e sculture, esplorano la condizione umana e la fede in tempi tumultuosi. Tra le opere principali The Sweet Mystery, EAT/DIE, Love is God e The Melville Triptych.

Matthew Lyons ha commentato: “Attraverso una selezione tematica di opere, la mostra funge da portale che introduce una nuova generazione di spettatori alla prospettiva Pop peculiare e trascendentale di Indiana, mentre affrontano i loro pressanti dilemmi esistenziali in questo secolo”.

Il catalogo della mostra include studi sull’opera dell’artista, con contributi di Clare Lilley, Allan Schwartzman e Matthew Lyons.

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Robert Indiana – The Sweet Mistery

Robert Indiana Biografia

Robert Indiana – Love

Dopo un’infanzia itinerante nel Midwest americano e una formazione artistica a Chicago e in Europa, Robert Indiana giunge a New York nel 1954. Qui è ancora Robert Clark, ovvero il suo nome di battesimo. Due anni dopo, un incontro fortuito con Ellsworth Kelly modifica il corso della sua giovane esistenza.

Si ritrova  a vivere in un loft a Coenties Slip, un’area decadente di Lower Manhattan, dove i resti di un vivace passato marittimo si confondono con il fiorente settore finanziario.

Avendo scarsi mezzi per il materiale artistico, Indiana crea assemblaggi usando i residui dell’attività portuale circostante. Sviluppa così  un linguaggio pittorico bidimensionale, in dialogo con l’affiatata comunità di vicini, tra cui artisti d’avanguardia come Kelly, Agnes Martin, James Rosenquist, Cy Twombly e Jack Youngerman.

Durante questo periodo di fervore, in un atto di reinvenzione e rinascita si ribattezza con il nome del suo stato natale, l’Indiana. All’inizio degli anni Sessanta, realizza tele audaci, caratterizzate da geometrie pure, testi e numeri in toni non modulati.

Le sue opere, ricche di reminiscenze personali e dettagli biografici, esplorano interrogativi universali sulla condizione umana e sulla fede in epoche turbolente, affrontando temi legati all’identità queer e al sé.

La sua peculiare forma di Pop Art rappresenta un’estensione del radicalismo americano. Attinge alle radici dei trascendentalisti del XIX secolo e alla sperimentazione formale dei primi modernisti.

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ROBERT INDIANA: THE SWEET MYSTERY

Evento collaterale della 60. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia

17 aprile – 24 novembre 2024

Venezia, Procuratie Vecchie in Piazza San Marco

Arte Moderna Americana – Approfondimenti

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Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ stato membro dell'esecutivo di ANISAP Lazio e consigliere d’amministrazione di reti e raggruppamenti d’imprese. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.

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