La grande mostra retrospettiva che il Palazzo delle Esposizioni di Roma dedica a Mario Schifano rimarrà certamente tra le pietre miliari delle esposizioni dedicate a questo maestro.
Mario Schifano in mostra a Palazzo delle Esposizioni Roma
A cura di Daniela Lancioni, la mostra dedicata a Mario Schifano si compone di oltre cento opere pittoriche ma non solo. Infatti è presente l’intera produzione di film e cortometraggi realizzati dall’artista. I film si potranno vedere durante tutta la durata della mostra nella Sala Cinema mentre all’interno della mostra sono fruibili i cortometraggi di Schifano insieme a una selezione dei documenti audiovisivi dedicati all’artista.
La mostra restituisce la biografia artistica di Schifano attraverso le sue principali invenzioni visive. Dalle opere degli esordi degli anni Cinquanta, informali e materiche, ai primi monocromi del 1960, dalla stagione inaugurata con la mostra Tutto nel 1963 alla Galleria Odyssia di Roma alle nuove iconografie mediate dal linguaggio fotografico e dalle figure della storia dell’arte (dai Futuristi a Malevič), dai Paesaggi TV al cinema fino ai dipinti fuori misura degli anni Ottanta e ai lavori degli anni Novanta, nei quali più esplicita si è manifestata la sensibilità dell’artista per le emergenze sociali.
Tra le opere in mostra, la straordinaria camera da pranzo dipinta dall’artista 1968 per la casa romana degli Agnelli ricostruita nella rotonda di Palazzo Esposizioni.

Innovazione continua
Figura di assoluto rilievo, Mario Schifano ha attraversato la scena artistica italiana con un percorso caratterizzato da innovazioni continue, dialogando con le principali istanze del secondo Novecento, spesso anticipandole.
Il suo lavoro è l’espressione di un costante desiderio di rigenerare la pittura elaborando inesplorati modi di guardare e di pensare attraverso linguaggi diversi, oltre alla pittura, la fotografia e il cinema, tutti rappresentati nella mostra.
Il percorso espositivo
Il percorso espositivo si sviluppa nella rotonda e nelle sette grandi sale del piano nobile di Palazzo Esposizioni dove, dopo una introduzione biografica corredata da fotografie d’autore e documenti, le opere si articolano in ordine cronologico, mettendo in evidenza temi, scelte formali, tecniche e premesse mentali che da un’opera tracimano nell’altra rinnovandosi, dando risalto alle invenzioni al loro primo apparire, ai cicli più noti e ad alcune opere meno conosciute.
Dove possibile, i lavori sono accostati secondo la consuetudine dell’artista di dipingere per gruppi omogenei, in un dialogo tra unicità del tema e varianti del tutto autonome.
Infatti, il lavoro di Mario Schifano, sin dai suoi esordi, procede per famiglie di opere, ciascuna generata da un’idea figurativa che l’artista declina in versioni diverse creando un repertorio iconografico che si arricchisce progressivamente di nuovi temi: Futurismo rivisitato, Compagni compagni, Oasi e Tutte stelle.

Mario Schifano – Biografia
Mario Schifano nasce il 20 settembre 1934 a Homs in Libia, dove il padre, archeologo e restauratore, è impegnato negli scavi di Leptis Magna. Dopo l’entrata in guerra dell’Italia, nel 1941 la famiglia rientra a Roma. Interrotti gli studi, Schifano lavora come garzone in una pasticceria di Trastevere e dal 1951 al 1962 è impiegato come disegnatore presso il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia.
Gli Esordi
Nel 1954 presenta per la prima volta le sue opere in pubblico. Nel 1959 ottiene i suoi primi riconoscimenti grazie al poeta Emilio Villa che pubblica ed espone i suoi primi lavori materici (terre e cementi). Nel 1960 insieme a Franco Angeli, Francesco Lo Savio, Tano Festa e Giuseppe Uncini partecipa alla mostra collettiva 5 pittori. Roma 60 alla Galleria La Salita di Roma, rivelazione di una nuova generazione di artisti.
All’anno successivo risale la sua prima mostra personale alla Galleria La Tartaruga di Roma, tutta incentrata sulla sua nuova radicale pittura prossima al concetto di tabula rasa, che concilia gli strumenti tradizionali del dipingere con la consapevolezza della natura arbitraria e immaginifica del linguaggio. Nell’ottobre del 1962 partecipa con il dipinto Propaganda alla storica collettiva The New Realists alla Sidney Janis Gallery di New York.
Mario Schifano: gli anni ’60
Nel 1963 espone a Parigi nella galleria di Ileana e Michael Sonnabend. Nell’aprile dello stesso anno nella personale alla Galleria Odyssia di Roma, intitolata Schifano. Tutto e presentata in catalogo da Maurizio Calvesi, espone i frutti di un nuovo modo di osservare la realtà, mediata attraverso il linguaggio fotografico, con dipinti che si aprono ad accogliere nuove iconografie: incidenti, paesaggi e diversi prelievi dalla tradizione visiva italiana, come nel caso del dipinto intitolato Leonardo.
Nel 1963 l’artista compie anche il suo primo viaggio negli Stati Uniti, dove lavora in uno studio a New York, avviando una collaborazione con il poeta Frank O’Hara e realizzando i dipinti che saranno esposti nella Biennale di Venezia del 1964. Al 1965 risale l’inizio della sua collaborazione con lo Studio Marconi di Milano. In questi anni si intensifica la sua presenza nelle mostre personali e collettive in Italia e all’estero.
Nella seconda metà degli anni Sessanta, Schifano sperimenta nuovi modi di fare arte, impiega vernici industriali, utilizza lastre di plexiglass trasparente o colorato che sovrappone, a mo’ di filtro, alle tele dipinte. I suoi primi esperimenti video risalgono al 1964, cui seguono i film Anna Carini in agosto vista dalle farfalle (1967), Satellite, Umano non umano (presentato nel 1969 alla Mostra del Cinema di Venezia) e Trapianto, consunzione e morte di Franco Brocani (1968-1969).
Gli Anni ’70
Nel 1970 sperimenta lo smalto industriale con il quale dipinge su tele precedentemente emulsionate con immagini fotografiche tratte dalla televisione: Paesaggi TV e Personaggi TV. Nel corso del decennio l’artista viaggia di nuovo negli Stati Uniti, in Estremo Oriente e in Africa.
Nel 1974 Arturo Carlo Quintavalle cura la sua prima retrospettiva presso l’Istituto di storia dell’arte dell’Università di Parma al Salone delle Scuderie in Pilotta, dove raccoglie trecento opere realizzate tra il 1956 e il 1973. Al 1979 risale la grande mostra a Palazzo dei Diamanti di Ferrara.
A partire dalla seconda metà degli anni Settanta, torna predominante nel lavoro di Mario Schifano il medium della pittura e si susseguono nuovi cicli iconografici, tra i quali Al mare, Quadri equestri, Orti botanici, Gigli d’acqua, Campi di grano.
Gli Anni ’80 e le mostre internazionali
Considerato un maestro indiscusso della scena artistica, Mario Schifano partecipa a numerose importanti rassegne nazionali e internazionali, tra le quali la Biennale di Venezia (1982, 1984, 1993).
Sue mostre personali si tengono al Musée Saint-Pierre art contemporain di Lione e al Museum of Modern Art di San Francisco (1985). Al 1984 risalgono i grandi lavori realizzati per le città di Gibellina e di Amman. Nel 1985, per la cura di Achille Bonito Oliva e in occasione dell’Anno degli Etruschi, realizza in pubblico a Piazza SS. Annunziata a Firenze il grande dipinto Amare Chimere.
Nello stesso anno sposa Monica De Bei e nasce il figlio Marco Giuseppe. In alcuni dei dipinti più recenti la partecipazione intellettuale ed emotiva di Mario Schifano ai fatti della politica e della società si traduce in immagini direttamente collegabili all’attualità, come Tearful o Scomparsi sorrisi, riconducibili alle conseguenze della Guerra del Golfo. Mario Schifano muore a Roma il 26 gennaio 1998.
Mario Schifano
fino al 12 Luglio 2026
a cura di Daniela Lancioni
Palazzo delle Esposizioni – Roma
Via Nazionale 194, Roma
www.palazzoesposizioniroma.it


