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Il Principe Ellenistico del Museo Nazionale Romano

La statua detta del Principe Ellenistico custodita nel Museo Nazionale Romano ed esposta insieme al Pugilatore in Riposo, sua compagna da sempre, lascia meravigliosamente attoniti.

La sua perfezione, sotto ogni aspetto, la pone tra i massimi esempi dell’arte statuaria antica ed un modello difficile da eguagliare. Per raccontarla la scelta al contempo più semplece ma anche più accurata è ripredere direttamente quanto di lei hanno scritto i curatori della collezione del Museo.

statua principe ellenistico museo nazionale romano

La Statua del Principe Ellenistico al Museo Nazionale Romano

Iniziamo allora dall’ammirarla in tutta la sua bellezza: “La statua restituisce l’immagine di un uomo ritratto in nudità eroica secondo un uso riservato a condottieri e sovrani. Il corpo possente si appoggiava ad una lancia (sostituita da un’asta moderna) impugnata in alto mentre la mano destra è portata dietro la schiena secondo uno schema ispirato all’Alessandro Magno con la lancia e all’Eracle in Riposo dello scultore greco Lisippo (seconda metà del IV sec. a.C.). Sul volto giovanile, ricoperto da una barba molto corta, incisa a bulino, si scorge uno sguardo volitivo che punta l’orizzonte aggrottando le sopracciglia e dischiudendo le labbra.

Nel soggetto raffigurato si è ipotizzato di riconoscere un principe ellenistico del III-II sec. a.C., la cui statua potrebbe essere stata trasferita a Roma come bottino di guerra. Secondo una diversa tesi, il personaggio effigiato sarebbe da identificarsi con un eminente personaggio politico romano di età repubblicana del II o I se. a.C. la cui effige potrebbe essere stata commissionata ad artisti greci”.

Le iscrizioni sulla statua

Molto interessante è anche quanto i curatori osservano circa le iscrizioni visibili sulla statua: “L’iscrizione MAR incisa a puntini sulla coscia destra pone difficoltà di interpretazione mentre di grande interesse è la sigla incisa sull’addome L VI LXXIIX. La successione di lettere e cifre si riferisce a una catalogazione delle opere d’arte esposte a Roma in edifici pubblici. Lo scioglimento dell’iscrizione, ‘In libro VI pagina loco XXII X” indica la registrazione in Tabulae ripartite in libri conservate nel Tabularium, l’archivio di stato romano”.

Statua del Principe Ellenistico: il misterioso ritrovamento

Come narrano sempre le schede del Museo Nazionale Romano: “Era il febbraio del 1885 quando, sulle pendici occidentali del Quirinale, nel giardino dell’ex convento di S. Silvestro al Quirinale, alle spalle dell’omonima chiesa, durante lavori di sterro sulla Via IV Novembre, per la costruzione del Teatro Drammatico Nazionale (demolito nel 1929, l’edificio attuale ospita l’INAIL), la statua del cd. Principe Ellenistico viene scoperta tra le mura di fondazione di un edificio antico, a circa 6 metri di profondità.

Appena un mese più tardi, dietro ad un secondo muro di fondazione della stessa struttura il Pugilatore emerge dal sottosuolo, adagiato su un capitello dorico che ne aveva preservato la posizione seduta.

Le circostanze dello spettacolare ritrovamento apparvero da subito riconducibili ad un occultamento intenzionale, tuttavia restano ancora oggi aperti gli interrogativi sull’originale collocazione a Roma delle due sculture greche e sulle motivazioni che ne avessero determinato il seppellimento.

Secondo una lunga tradizione di studi, i bronzi decoravano le Terme di Costantino (315 d.C., pendici meridionali del Quirinale), un complesso non più conservato, da cui le statue sarebbero state prelevate per essere interrate con cura allo scopo di essere salvaguardate, in previsione di un imminente pericolo, presumibilmente un saccheggio. L’area del rinvenimento dista tuttavia alcune centinaia di metri dal sito in cui le terme di Costantino si estendevano.

La fusione a cera persa

statua pugilatore in riposo museo nazionale romano
Pugilatore in Riposo – Museo Nazionale Romano

Tanto il Principe Ellenistico quanto il Pugilatore a Riposo sono state ottenute con la tecnica della fusione a cera persa. Un metodo assai diffuso in antichità ma del quale sono sopravvissuti un numero limitato di esemplari anche per il valore intrinseco del bronzo che veniva riutilizzato fondendo le statue stesse.

Riguardo le due sttue fin qui citate, i pannelli di sala ci raccontano che: ” Le sculture sono state fuse in più parti, ricomposte con saldature… Le leghe impiegate sono di tipo ternario, costituite da rame, stagno, piombo, con rapporti quantitativi differenti. Nel Pugilatore 80:10:10, nel Principe Ellenistico 89:8:3.

…. Le parti costitutive del Principe Ellenistico sono: la testa, il busto con la gamba destra, la gamba sinistra e le braccia; sono inoltre fusi separatamente gli attributi virili, il secondo e il quarto dito del piede destro e le tre dita medie del piede sinistro.

In entrambe le statue, dopo la fusione, sono stati riparati con estrema cura le porosità e i difetti della superficie, inserendo piccoli tasselli quadrangolari di lamina di bronzo in corrispondenza delle zone difettate…. Gli occhi, non conservati in entrambe le opere, dovevano essere realizzati con materiali differente come avorio, pietre dure o paste vitree.

Sempre al Museo Nazionale Romano potete ammirare il Sarcofago di Portonaccio.

 

 

 

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