La scultura di San Sebastiano morente di Giuseppe Giorgetti (metà XVII sec. – post 1679) collocata nell’omonima cappella progettata da Ciro Ferri nella Basilica di San Sebastiano flm attrae subito lo sguardo del visitatore ancora preso dall’emozione del Salvator Mundi di Gian Lorenzo Bernini.
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Il Salvator Mundi del Bernini: l’ultima opera del Maestro
Il Salvator Mundi di Gian Lorenzo Bernini nella Basilica di San Sebastiano sulla Via Appia a Roma è una di quelle sculture che lascia senza fiato. Probabilmente la sua ultima creazione.
Cappella Albani a San Sebastiano: la reliquia della testa di San Fabiano
La Cappella Albani nella Basilica di San Sebastiano fuori le mura sulla Via Appia a Roma fu realizzata per celebrare una reliquia molto particolare: la testa di San Fabiano papa, ventesimo pontefice dal 236 al 250 d.C..
Bernini: il Busto Fonseca a San Lorenzo in Lucina
La Cappella Fonseca in San Lorenzo in Lucina, l’ultima a mano destra, conserva il busto del marchese Gabriele Fonseca (1586-1668) scolpito da Gian Lorenzo Bernini a cui si deve anche la progettazione della cappella stessa.
Giovan Battista Maina: una Sant’Anna alla maniera di Bernini
Nella Basilica di Sant’Andrea delle Fratte, la cappella del transetto di sinistra è dedicata a Sant’Anna: sotto l’altare troverete la scultura di Giovan Battista Maini Sant’Anna Morente. Un’opera tra le ultimissime, se non l’ultima, di questo maestro tanto che sembra l’abbia eseguita nell’anno della sua morte, il 1752.
Bernini: gli Angeli di Sant’Andrea delle Fratte
La chiesa di Sant’Andrea delle Fratte custodisce due statue di angeli dovute allo scalpello di Gian Lorenzo Bernini.
Artemisia Gentileschi: un’Allegoria della Pittura in cerca d’autore…
L’ Allegoria della Pittura di Artemisia Gentileschi (o il suo Autoritratto?) custodita presso la Galleria Nazionale di Palazzo Barberini è un quadro amletico.
La Madonna Gentileschi della Galleria Spada: una storia terrena e quotidiana
La Madonna col Bambino di Artemisia Gentileschi custodita alla Galleria Spada è una tela di livello. Molto lontana, tra l’altro, da un qualsivoglia stile enfatico pensato per assecondare i gusti di un committente appassionato di barocco.
Artemisia Gentileschi: una Giuditta e Oloferne tra padre e figlia
La storia della Giuditta con la testa di Oloferne di Artemisia Gentileschi oggi in collezione Fondazione Carit, è una storia tutta di famiglia.
Artemisia Gentileschi: la Cleopatra Cavallini-Sgarbi
Siamo negli anni a ridosso del 1620, dunque dopo il rientro a Roma dal soggiorno fiorentino, quando Artemisia Gentileschi dipinge questa Cleopatra.