La mostra Eugenio Cecconi. Giornate di caccia e di colore a Forte dei Marmi ha il fascino della migliore pittura del nostro ‘800. Già all’epoca i suoi ritratti di cani conquistavano il pubblico. Telemaco Signorini, che di Eugenio Cecconi fu amico ed estimatore, disse, con arguzia toscana: “c’è gente nei cani di Cecconi”, aggiungendo che “quando il Cecconi dipinge un cane ne fa il ritratto morale e fa capire ciò che ha già fatto e quello che sta per fare”.
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Telemaco Signorini tra Firenze e l’Europa
di Elisabetta Matteucci
L’iniziativa, quanto mai meritoria, della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze di acquistare nel 2007 un importante fondo di documenti riconducibile alla famiglia di Giovanni e Telemaco Signorini ha suggerito l’idea della mostra La Firenze di Giovanni e Telemaco Signorini dove, per la prima volta, viene esposto, unitamente, un consistente numero di opere dei due pittori.
Telemaco Signorini a Palazzo Antinori: il fascino del Giglio
Telemaco Signorini (Firenze, 1835-1901) è un nome che rimane emblematicamente nella memoria di chiunque abbia visitato (con passione) almeno una mostra dedicata ai Macchiaioli. Un’arte sospesa tra la pittura en plein air, il movimento impressionista che si va sviluppando in Francia, un desiderio di rinnovamento che parte però da radici antiche.
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