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Tomba di Pio VIII

La tomba di papa Pio VIII Castiglioni, realizzata da Pietro Tenerani (1789-1869) si trova lungo la navata sinistra della Basilica di San Pietro.

Tomba di Pio VIII: un intrigante intreccio

Due papi regnarono durante il periodo che vide Napoleone dominare, a diverso titolo, l’Italia: Pio VI Braschi (1775-1779) e Pio VII Chiaramonti (1800-1823), ambedue esiliati da Roma dai francesi. A loro successe Leone XIII della Genga (1823-1829) ed a questi Pio VIII Castiglioni.

Pio VIII (1761-1830), eletto papa il 31 Marzo 1829 morì il primo dicembre 1830. Dunque un pontificato brevissimo. Questo pontefice, da cardinale, si era rifiutato di prestare giuramento a Napoleone ed era stato a sua volta arrestato dai francesi. Fu poi tenuto, tra il 1808 ed il 1813, in uno stato che potremmo definire di libertà vigilata. Dunque Pio VI, Pio VII e Pio VIII erano accomunati dal nome scelto proprio per rimarcare la continuità nella difesa della chiesa dall’assalto francese.

Merita a questo punto di essere citato Ercole Consalvi (1757-1824), cardinale e segretario di stato di Pio VII. Consalvi è il segretario del Conclave che nel 1800 porta Pio VII al Soglio Pontificio. Da questi fu nominato Segretario di Stato. Diplomatico abilissimo, prese parte al Congresso di Vienna.

tomba pio viii san pietro
Pietro Tenerani – Tomba di papa Pio VIII

I cardinali Consalvi e Albani

Fu il cardinal Consalvi ad occuparsi della realizzazione della Tomba di Pio VII nella Basilica di San Pietro e fu lui a sceglierne l’artefice: lo scultore danese Bertel Thorvaldsen. Quest’ultimo realizzò peraltro il busto di Consalvi al Pantheon sotto il quale si conserva il cuore del cardinale.

Pio VIII Castiglioni ed il suo Segretario di Stato, il cardinale Giuseppe Albani (1750-1834), erano ambedue vicini a Consalvi. Viceversa, l’allievo prediletto di Bertel Thorvaldsen (1770-1844) altri non era se non Pietro Tenerani.

Per chiudere il cerchio, fu il cardinal Albani a curare la realizzazione della tomba di Pio VIII e dunque appare logico pensare che in qualche modo la scelta di Tenerani nasca dal più antico rapporto di Consalvi con Thordvalsen.

Tomba di Pio VIII: l’opera

Pietro Tenerani fu uno sculture pienamente ottocentesco nel senso più classicista del termine. Nel 1843 fu tra i sottoscrittori del manifesto italiano del Purismo. Così, la tomba di Pio VIII si presenta solenne e di severa eleganza ma certamente priva del fascino delle tombe barocche.

Papa Pio VIII è in ginocchio, in preghiera. Alle sue spalle, Cristo in trono, con le braccia paerte come in un abbraccio, ad un tempo lo sovrasta e lo accoglie. Le statue degli apostoli Pietro e Paolo sono ai lati del papa. San Pietro è rivolto a Gesù. San Paolo guarda di fronte a se imperscrutabile: l’opera meno riuscita del gruppo. In basso, al di sotto degli apostoli, due bassorilievi con le allegorie della Prudenza e della Giustizia.

La porta che vedete al di sotto del monumento funebre conduce al Museo della Sagrestia e del Tesoro. Sull’architrave i nome del pontefice e del cardinal Albani. Nel corridoio che conduce al Tesoro si trova l’elenco di tutti i pontefici sepolti nella Basilica di San Pietro.

Un’ultima curiosità. Ovviamente, come sempre, qualcuno ci trovò da ridire. I zelanti e un po’ bigotti critici osservarono: “Ebbene, dicono i censori, non doveva il Papa volgere le spalle al Redentore. Ecco la più marcata e ripetuta censura, benchè affatto priva di fondamento….”

E così, nel 1866, Frà Giacinto de Ferrari, Commissario Generale del Sant’Uffizio, dovette metter mano alla penna e, con dotte motivazioni, indurli a tacere. Per leggere il testo originale, cliccate QUI.

Le Tombe dei Papi: Approfondimenti

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Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ stato membro dell'esecutivo di ANISAP Lazio e consigliere d’amministrazione di reti e raggruppamenti d’imprese. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.

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