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Zeng Fanzhi a Venezia oltre l’Impressionismo e il Puntinismo

La mostra Zeng Fanzhi: Near and Far/Now and Then a Venezia alla Scuola Grande della Misericordia racconta gli sviluppi più recenti dell’artista cinese.

Zeng Fanzhi in mostra a Venezia

In concomitanza con la Biennale di Venezia 2024, Zeng Fanzhi. Near and Far/Now and Then presenta due recenti cicli di opere. Da un lato dipinti astratti e dall’altro opere su carta ambedue mai esposti prima d’ora.

A co-curare la mostra sono Michael Govan, direttore del Los Angeles County Museum of Art e Stephen Little, capo dipartimento per l’arte cinese, coreana, del sud e del sud-est asiatico del medesimo museo.

Zeng Fanzhi mostra venezia 2024

Nei suoi lavori, Zeng Fanzhi impiega due diversi tipi di materiali: uno spesso e topografico, l’altro sottile e traslucido,” afferma Stephen Little. “Le sue opere sollecitano anche due approcci opposti nella partecipazione dei visitatori – uno distante, l’altro profondamente intimo. Inquadrata nell’insieme delle tradizioni asiatica ed europea dalle quali attinge, questa mostra guiderà i visitatori, con le sue molte tensioni visive, verso una serie di scoperte.”

Gli oli: sfidare impressionismo e puntinismo

La mostra di Zeng Fanzhi a Venezia fa luce sulla sua ambiziosa pratica pittorica di ridefinire l’astratto attraverso esercizi di rappresentazione figurativa, e viceversa. I nuovi dipinti a olio sono il risultato di decenni di ricerca sulla teoria del colore, che attinge, sfidandole, alle pratiche impressionista e puntinista, dove le immagini si materializzano solo attraverso l’attenta collocazione di singoli segni di colore.

Qui gli strati delle pennellate creano elementi figurativi facilmente riconoscibili da lontano, ma che si dissolvono nella materialità del dipinto a olio se osservati da vicino.

Zeng Fanzhi Mostra Venezia scuola misericordia 2024

Le variazioni di tonalità di un colore cedono il passo a schemi intrecciati di colore, spesso con più di trenta tipi di pigmenti brillanti, in una sola immagine.

L’esposizione fornisce uno sguardo approfondito sulla sua padronanza del medium, della sua tecnica bagnato su bagnato, e dell’enfasi sulla mera materialità della pittura, che definisce il suo lavoro. In un mondo ormai inondato da immagini elaborate digitalmente, Zeng sfida chi osserva le sue opere a riconoscere la superiorità della pittura come arte e mestiere secolare.

Zeng Fanzhi: opere su carta

Le opere su carta fatta a mano fatta a mano e trattata con inchiostro, grafite, gesso, polvere d’oro e pigmenti minerali, danno una nuova direzione al lavoro di Zeng, che combina le iconografie cristiana, buddista e della pittura dei letterati.

Zeng Fanzhi – Lóng Táitóu II 2019–23

Richiamano i paesaggi monocromi a inchiostro risalenti alle dinastie Song (960-1279) e Yuan (1260-1368), rievocando allo stesso tempo le ambiguità dei paesaggi a inchiostro della tarda dinastia Ming e della prima dinastia Qing, eseguiti da pittori quali Zou Zhilin (1574-ca. 1654), Hongren (1610-1663), e Dai Benxiao (1621-1691).

Il soggetto si muove con fluidità dal crocefisso alla rappresentazione di rocce e vecchi alberi – simboli, nella cultura tradizionale cinese, di forza, resilienza e longevità. Come i dipinti di Zeng, questi disegni squisiti sfidano consapevolmente ogni categorizzazione, allineandosi con le grandi tradizioni asiatica ed europea.

zeng fanzhi arhet
Zeng Fanzhi – Arhat

 

Percorso della mostra

Al piano terra della Scuola Grande della Misericordia, ai visitatori si presenteranno le proporzioni classiche dell’edificio del XVI secolo, racchiuse tra due dipinti a olio a più pannelli. Uno che allude all’iconografia buddista e l’altro a quella cristiana.

Al piano superiore, la mostra di Zeng Fanzhi a Venezia vede lo spazio diviso in cinque sezioni. Una serie di aperture collegano la vista dei due dipinti più grandi, uno a ogni estremità dello spazio, come al pianterreno. In questo caso però i due dipinti non sono figurativi ma suggeriscono piuttosto l’astrazione di luce e acqua.

Zeng Fanzhi Biografia

Nato a Wuhan, in Cina, nel 1964, Zeng Fanzhi si è laureato presso lo Hubei lnstitute of Fine Arts di Wuhan nel 1991. Durante i primi anni della sua formazione, Zeng si è immerso nell’arte occidentale, nella filosofia e nelle tecniche del Realismo Socialista del 1985 New Wave Movement in Cina.

Questi interessi sono stati determinanti nel permeare le prime serie di dipinti, Meat Series e Hospital Triptychs. Questi primi lavori, tra il 1989 e il 1994, hanno preparato la scena per una pratica pittorica intensamente personale ed espressiva, che documenta un periodo prolifico di sviluppo sociale ed economico della storia cinese.

Lavorando sulla scia della rapida modernizzazione e urbanizzazione della Cina, Zeng ha poi rivolto la sua attenzione alle figure presenti nelle industrie che lo circondavano.

Zeng Fanzhi – Non-Self 2019–23

Mask e Behind the Mask

Ispirate da artisti quali Francis Bacon, Willem De Kooning, Max Beckmann, queste opere, note come le serie Mask e Behind the Mask, si pongono a cavallo tra realismo e immaginazione per rivelare una preziosa riflessione autobiografica e introspettiva sui suoi tempi e un’attenzione meticolosa al dettaglio tecnico, che si fonde con un ricco corpo di ritrattistica e immagini uniche.

Negli ultimi due decenni, Zeng ha familiarizzato di nuovo con la filosofia della pittura cinese tradizionale e in particolare con i lavori che vanno dalla dinastia Wei del nord a quelle Song e Yuan, dal quarto al quindicesimo secolo. Arricchito da questi nuovi interessi, Zeng si è avvicinato ulteriormente all’astrazione.

Abstract Landscape

I lavori raggruppati nella serie Abstract Landscape hanno sperimentato quattro fasi evolutive caratterizzate da paesaggi fortemente gestuali, che presentano la stessa energia dinamica della sua ritrattistica. Queste tele sono attraversate da linee meticolose e calligrafiche, che si fondono, oscurandoli, con gli oggetti leggibili dello sfondo, per indagare la tensione complessa tra natura, mondo animale e umanità.

Zeng Fanzhi – Skull III 2019–23

In parallelo alle sue sperimentazioni con il paesaggio astratto, Zeng ha continuato a sviluppare un linguaggio più sperimentale nello studio dei ritratti: la serie We include facce distorte dipinte a distanza molto ravvicinata, con pennellate ampie e circolari che creano un aspetto frenetico e urgente. Per creare questi dipinti, Zeng usa tutto il corpo, allungandosi su grandi tele per stendere il colore con più pennelli contemporaneamente.

ZENG FANZHI: Near and Far/ Now and Then

17 Aprile 2024 – 30 Settembre 2024

Venezia, Scuola Grande della Misericordia

 

Fabrizio Sciarretta

Laureato in Economia alla LUISS e Master in Business Administration della Carnegie Mellon University di Pittsburgh, Fabrizio Sciarretta ha dedicato i primi anni della sua attività professionale al giornalismo economico. Rientrato dagli Stati Uniti, ha operato per circa un ventennio nella consulenza di organizzazione e direzione aziendale, ricoprendo incarichi di top management in Italia per due multinazionali americane del settore. Ha poi scelto la strada dell’impresa e da alcuni anni è impegnato come imprenditore nel settore della sanità. E’ stato membro dell'esecutivo di ANISAP Lazio e consigliere d’amministrazione di reti e raggruppamenti d’imprese. Lion da sempre, è stato presidente fondatore del Lions Club Roma Quirinale. Nel 2008 ha abbandonato la Capitale in favore della Sabina, e non se ne è pentito affatto.

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